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Versilia

il lutto 

Addio a don Roberto, il prete degli ultimi

L.B.
Addio a don Roberto, il prete degli ultimi

Aveva 84 anni ed era anche stato cappellano al Versilia. Non esitava a pagare le bollette a chi non aveva soldi

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pietrasanta. Era un uomo del “dare”, don Roberto Bovecchi, scomparso, due giorni fa, all'età di 84 anni. Non aveva infatti problemi a farsi vedere a giro con il solito vecchio maglione perché i suoi soldi, spesso, finivano a dare sostanza e aiuto al quotidiano di molte famiglie in difficoltà: nei limiti delle sue possibilità, in più occasioni aveva infatti pagato le bollette a chi non arrivava a fine mese.

« Mio zio Roberto – è il ricordo del nipote Giovanni Bovecchi – era un uomo buono, troppo buono. Quando gli facevi notare che donare i soldi, a scapito spesso della sua persona, non andava sempre bene, ti rispondeva con quel sorriso e con quell'approccio diretto e umile al tempo stesso, che rendeva inutile ogni ulteriore parola».

Un sacerdote che ha vissuto la chiesa, ma anche e soprattutto la sua gente, don Roberto, molto conosciuto a Pietrasanta dove diventò prete e dove ancora ha svolto parte del suo credo sotto i monsignori Renato Magni, Giovanni Santucci e Stefano D'Atri. Anche se i suoi inizi furono a Cascina prima che l'Arcivescovo Alessandro Plotti decise di mandarlo a Pisa, in località “ai Passi” dove ben presto, grazie al suo approccio, alle sue parole e alla capacità di condividere entrò nel cuore di tutta una comunità, parrocchiani e non. Poi, a seguire, il “trasferimento” alla parrocchia di Tonfano, sotto don Florio Giannini, con l'oratorio e la chiesa che ben presto si riempirono di adulti e giovani, anziani e bambini: l'insegnamento della musica attraverso l'organo come testimonianza di un momento da vivere insieme, le giornate in chiesa, le scampagnate in allegria, il catechismo. E quell'entusiasmo di fondo così contagioso, sincero. Zio Roberto è stato anche cappellano all'Ospedale Versilia. Ricordo che quando morì la sua mamma, nel Duomo di Pietrasanta, fece un'omelia che pareva che la gioia del Paradiso fosse scesa su tutti noi che l'ascoltavamo: un prete che parlava della sua mamma defunta in un modo così "teologico" che si sentiva una spiritualità da Santo. E poi aveva un altro dono – aggiunge il nipote Giovanni –: tante persone volevano andare a confessarsi da lui. Evidentemente sapeva ascoltare, dire le parole giuste, farsi carico dei problemi degli altri. Ha sempre avuto un gran cuore, una straordinaria disponibilità verso il prossimo».

I funerali di don Roberto Bovecchi sono fissati alle 11.30 di stamani, in Duomo: ad officiarli Monsignor D'Atri, per un ultimo abbraccio con la sua comunità.

L.B.

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