Attenzione
Corchia: «Progetto sicurezza da estendere a tutta Forte»
Il presidente degli albergatori punta il dito sui rinforzi ridotti per le forze di polizia in Versilia
FORTE. Il Progetto Sicurezza, che quest’anno si ripete ancora una volta in spiaggia, va ripensato, non solo per il mare, ma anche per il resto del paese e sarebbe opportuna una conferenza organizzativa già alle soglie dell’autunno. A lanciare l’idea è Paolo Corchia, storico presidente degli albergatori cittadini. «I balneari con senso di responsabilità da due stagioni si autofinanziano e con l’aiuto del Comune hanno realizzato “Estate Sicura”: io credo che adesso occorra pensare parimenti un progetto sociale che ridia tranquillità a tutto questo paese. Progetto che coinvolga sia chi subisce le intemperanze, i rumori molesti, gli eccessi dell’estate e sia chi involontariamente con alcune attività alla fine è alla radice di taluni di questi disagi. E soprattutto occorre ripensare il tutto dandosi regole certe e più rigide».
Un problema – continua Corchia – «che non è certo soltanto nostro, perché leggo che la sindaca di Marciana Marina ha firmato un’ordinanza che dispone lo svolgimento di intrattenimenti musicali nei pubblici esercizi (ristorazione, bar, pub, pizzerie, live club ecc.) e nelle strutture ricettive (alberghi, camping, villaggi turistici, Rta, agriturismi, residence ecc.) fino alle ore 24».
Corchia si sofferma anche sul capitolo della microcriminalità che alcuni episodi ravvicinati hanno riportato alla ribalta dimostrando l’emergenza. «Anche in questo campo – prosegue il presidente degli albergatori – bisogna fare assolutamente qualcosa. Io ho partecipato a tutte le riunioni in merito fin dall’inizio e credo che la responsabilità non possa essere ricondotta semplicisticamente al Comune. Infatti, aspettavamo almeno 45 rinforzi per le forze dell’ordine e invece ne sono arrivati soltanto otto e sappiamo bene che se il territorio è pattugliato intensamente la presenza degli agenti e dei carabinieri svolge di per se stessa una funzione preventiva».
Forte vive anche una mutazione della frequentazione: « Non ho mai visto in passato episodi degni dei peggiori ultras, e forse anche il covid ha la sua bella fetta di colpe, visto che in tanti a causa della pandemia non si sono mossi dall’Italia e ora sono qui», sottolinea Corchia. Del quale non si può non ricordare come abbia sempre denunciato il problema dei rumori eccessivi nella zona degli alberghi di Roma Imperiale. Alla domanda sulla situazione oggi, Corchia risponde netto: «Sarò laconico: è peggio di quando ci si lamentava che i nostri clienti non dormivano la notte per il rumore che saliva dalle strade. Ora anche nella centralissima via Barsanti dove abito non si dorme. Io non ho nulla contro la musica piacevole anche fino alle due e mezza, ma contro il rumore inutile e fine a se stesso. Non nascondo che se non interveniamo a 360 gradi riportando regole certe, e recuperando la nostra tradizione il rischio di perdere definitivamente la nostra tradizionale identità turistica e il controllo della situazione è concreto. Noi siamo sempre stati una località per famiglie con bambini, coppie di un certo livello e di una certa età e soprattutto siamo sempre stati un modello unico di fare le vacanze, e credo che adesso non possiamo trasformarci solo perché a questo ci spingono i nuovi imprenditori che vogliono fare mega feste, e scelte diverse dalla tradizione. E nel calderone generale si vanno a colpire iniziative di lustro e utilità sociale, con caos e assembramenti irritanti».
Insomma, conclude Corchia, «l’idea della conferenza organizzativa per un estate più tranquilla e nel segno della nostra tradizione è un obiettivo prioritario che oltretutto ci aiuterà ad uscire da questa lunga pandemia con un percorso che non sarà certo meno breve».
Angelo Petri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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