Italia
Muore in moto a 36 anni sulla Cisa La vittima lascia due figli piccoli
Stefano Palmerini, originario del Cinquale, fino a pochi mesi fa aveva abitato nel comune di Seravezza
Melania Carnevali
seravezza. Chi lo conosceva, dice che era una persona prudente, che non avrebbe mai fatto una manovra azzardata o corso troppo. Anche perché a casa lo aspettavano due bimbi, un maschio e una femmina, che lui amava più della sua vita e loro sanno quanto soffriva da quando non li poteva più vedere tutti i giorni per la separazione. E allora, si chiedono, cosa è successo su quel tratto di Cisa parmense dove Stefano Palmerini, 36 anni da compiere a dicembre, il 17, originario di Montignoso, si è schiantato con la sua moto morendo sul colpo?
L’incidente è avvenuto sabato pomeriggio, intorno alle quattro, in località Case Lussi, nello stesso punto dove nove anni prima morì un altro motociclista. La dinamica, però, non è ancora chiara. I rilievi sono stati fatti dalla polizia stradale che attende anche l’esito dell’eventuale autopsia.
Stando a una prima ricostruzione, il 36nne avrebbe perso il controllo dalla moto schiantandosi prima a terra poi contro il guard rail. Quando il medico del 118 è arrivato sul posto, non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Stefano era già morto.
Il corpo è stato trasportato all’obitorio di Parma, dove è ancora a disposizione del magistrato. Con tutta probabilità verrà disposta l’autopsia. Non si esclude l’ipotesi del malore. Ma potrebbe essere stata anche una distrazione. Originario del Cinquale, dove, da qualche mese, dopo la separazione, era tornato a vivere, Stefano era padre di due bimbi piccoli, di sei e quattro anni. Lavorava come operaio alla Europiping, ditta che realizza tubi e basamenti per macchinari elettrici con una sede anche a Massa. Per anni aveva vissuto con l’ex moglie a Seravezza e i figli. Ad aprile era tornato nella sua Montignoso, per la precisione al Cinquale, dove aveva fatto anche le scuole. I suoi compagni di classe ancora lo ricordano. Ieri alcuni di loro hanno pubblicato sulla sua pagina Facebook le foto ingiallite della sua infanzia.
La moto era una delle sue grande passioni. L’altra era la pesca. Aveva ottenuto la patente a gennaio. Un mese dopo si era comprato una Kawasaki nera e da allora non aveva mai smesso di girare sulle strade della Toscana e dell’Emilia-Romagna. Da solo o in compagna. Giù, piegato sulla moto e occhi puntati sull’asfalto.
E quella strada, la Cisa, la conosceva bene. Non era la prima volta che la percorreva sulle due ruote. Una delle ultime foto l’aveva scattata il 2 giugno sul Passo della Cisa. Era con un collega, Maurizio. Era una giornata di sole, come quella di sabato. Sabato, però, non c’era nessuno con lui. E tutti adesso si chiedono come sia potuto succedere. Ha avuto un malore? Si è distratto? È passato un animale? Una macchina? Qualcuno? Sono le domande a cui stanno cercando di rispondere anche gli uomini della polizia stradale. L’autopsia aiuterà a scartarne alcune. La data dei funerali verrà quindi fissata quando il pubblico ministero darà il nulla osta.
Stefano lascia anche i genitori e due fratelli. «Con la tua moto cavalca tutte le nuvole possibili», lo saluta Elisa, un’amica, sulla sua pagina Facebook. «Ci siamo conosciuti a lavoro eravamo solo colleghi, ma poi siamo diventati amici, ed infine eri come un fratello – lo ricorda invece Maurizio –. Una persona su cui potevo sempre contare che se uno dei due aveva bisogno c’era». Anche il sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti, saputa la notizia della sua morte ha espresso le sue condoglianze alla famiglia, dicendosi «senza parole per questa tragedia».
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