Sicurezza
Datterai abusivi, rintracciato dalla fidanzata
L’uomo, 49 anni, è destinatario dell’obbligo di firma nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata
Donatella Francesconi
viareggio. La presenza di personale della Capitaneria di porto di Viareggio fuori dall’ambito portuale, in una zona senza pescheria, pettorine indossate per bussare alla porta di una abitazione alla Migliarina non è passata inosservata nel quartiere. L’operazione degli uomini in bianco guidati, a Viareggio, dal comandante Gianluca Massaro, è stata mirata a notificare la misura cautelare dell’obbligo di firma a Damiano Colonnacchi, 49 anni, spezzino di origini, finito nell’inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Torre Annunziata (Campania) che ha visto, nei giorni scorsi, il blitz della guardia costiera di Castellammare di Stabia che ha portato all’arresto di 21 datterai e alla misura dell’obbligo di firma per altri quattro, non residenti in Campania. Per tutti, i reati contestati sono: disastro ambientale, ricettazione e associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di reati concernenti la pesca illegale dei datteri di mare.
Colonnacchi è stato raggiunto dalla notifica del provvedimento a suo carico mentre si trovava a Viareggio, a casa della fidanzata, nel quartiere Migliarina. Un atto dovuto, per il personale della Capitaneria viareggina ma – è inevitabile – compiuto con l’orgoglio per l’operazione messa a segno dai colleghi campani. I quali, all’indagine sui datteri, hanno lavorato per ben tre anni, con il risultato – oltre al blitz dei giorni scorsi e degli arresti – di arrivare a ben 113 indagati.
Indagini che – così hanno spiegato Capitaneria stabbiese e Procura – hanno portato ad accertare l’esistenza di una vera e propria stabile organizzazione criminale, della quale facevano parte i 21 destinatari delle misure coercitive, operante dal luglio 2016 nei comuni di Castellammare di Stabia, Vico Equense, Piano di Sorrento, Meta di Sorrento, Sorrento, Massa Lubrense. Organizzazione dedita in maniera professionale e sistematica, con ripartizione di compiti e di ruoli e predisposizione di mezzi e di persone, alla raccolta e alla messa in commercio illegali sia dei datteri di mare, che delle vongole veraci di Rovigliano, «contaminate batteriologicamente e chimicamente e quindi pericolose per la salute dei consumatori». Il tutto per un giro d’affari da circa 100mila euro al mese.
Accertato anche il disastro ambientale, da luglio 2016 a novembre 2020: i datterai, infatti, distruggevano scogli e rocce da cui estrarre i datteri di mare utilizzando martelli a doppia punta, per un tratto costiero di 6.630 metri lineari.
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