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Sette medaglie alle olimpiadi per la Pardini armi di Lido

Roy Lepore
Sette medaglie alle olimpiadi per la Pardini armi di Lido

L’azienda camaiorese si conferma al top nelle forniture agli atleti  che competono nel tiro: il bilancio è di due ori, tre argenti e due bronzi

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camaiore. La ditta versiliese Pardini Armi di via Italica è stata ancora una volta protagonista alle Olimpiadi con le sue armi utilizzate da atleti a livello internazionale. Ai Giochi di Tokyo in Giappone ha conquistato sette medaglie, eguagliando il suo miglior risultato olimpico come costruttore, come era avvenuto già alle Olimpiadi di Rio De Janeiro nel 2016. Soddisfazione per il patron Giampiero Pardini, fondatore dell'azienda, fra l'altro titolare anche del Centro sportivo realizzato al Magazzeno, dove tra i suoi progetti ci sarebbe stato anche quello di inserire uno spazio per un poligono.

«Insieme allo staff che ha seguito anche a Tokyo gli atleti impegnati nella regina delle competizioni – dice –, voglio ringraziare tutti gli atleti che con i propri risultati e l'impegno profuso per dare il meglio di sé, hanno contribuito al successo dell'azienda e a scrivere la storia del tiro a segno».

Per l'azienda versiliese conosciuta ormai in tutto il mondo, la prima medaglia in questi giochi è arrivata grazie all'americana Mary Carolynn Tucker seconda nella specialità di carabina ad aria compressa Mixed Team che ha esordito a questa edizioni dei giochi con la carabina Gpr1. La disciplina femminile di pistola ha visto il successo della russa Vitalina Batsarashkina sulla coreana Minjung Kim e la cinese Jiaruixuan Xiao. Delle 44 tiratrici qualificate per i Giochi ben 41 si sono presentate in pedana munite della pistola Pardini Sp. Nella specialità della pistola automatica la vittoria è andata al francese Jean Quiquampoix, già vicecampione olimpico seguito dal cubano Leuris Pupo (campione olimpico a Londra 2012) e dal cinese Yuehong Li, bronzo a Rio 2016. Alle due medaglie d'oro, tre d'argento e due di bronzo si è aggiunta la medaglia d'oro conquistata dall'americano William Shaner che per raggiungere l'alloro nella specialità di carabina ad aria compressa maschile ha utilizzato la calciatura della Gpr1, dimostrando che quella di Pardini Armi è una piattaforma vincente sotto tutti gli aspetti. Sei medaglie su sette hanno premiato il progetto Sp che già a Rio de Janeiro aveva fatto l'en-plein. Le pistole lanciate nel 91 e costantemente aggiornate hanno dimostrato ancora una volta di essere gli strumenti più performanti in produzione per le specialità cui sono dedicate. Dal 2000 la Sp e la sua derivata Sp-Rf hanno conquistato alle Olimpiadi otto ori oltre a medaglie d'argento e bronzo contribuendo a raggiungere per la Pardini Armi 31 medaglie nel suo palmares.

Tra gli ex atleti italiani, adesso tecnico di un gruppo di rifugiati, amico dell'azienda versiliese e del suo patron c'è anche Nicolò Campriani, tre volte oro nella carabina e un argento nel tiro a segno ai Giochi Olimpici che proprio Giampiero Pardini volle festeggiare e premiare al Pardini Sports Center in una serata in cui Campriani si mise a completa disposizione di tutti i presenti raccontando aneddoti, e ricordi vissuti, grazie ai successi conseguiti in tutto il mondo con le armi costruite a Lido di Camaiore.

Roy Lepore

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