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Versilia

Le polizie municipali: tolleranza nei controlli ma si rispettino le regole

Matteo Tuccini
Le polizie municipali: tolleranza nei controlli ma si rispettino le regole

Le indicazioni alle attività: hanno il tempo necessario per adeguarsi al green pass «Però non si accetta l’indifferenza: se il cliente è reticente rischiano anche loro»

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Matteo Tuccini

viareggio. I titolari delle attività dove da ieri è obbligatorio il green pass per le consumazioni al chiuso possono stare tranquilli: nei primi giorni ci sarà un’alta soglia di tolleranza nei controlli delle polizie municipali. Ma è bene che gli imprenditori non se ne approfittino troppo. Perché in caso di reticenza, sia del titolare dell’attività sia del cliente, è il bar o il ristorante che rischia provvedimenti. Oltre al cliente stesso, naturalmente.

A indicare la strada a baristi e ristoratori sono i rappresentanti delle polizie municipali. Che avranno il compito, da ora in poi, di monitorare l’applicazione del nuovo green pass nei locali.

«L’approccio giusto, di fronte a un provvedimento del genere – spiega Claudio Barsuglia, comandante della municipale di Camaiore – non è quello di partire per dare stangate qua e là, senza dare un tempo congruo per adattarsi e organizzarsi. Bisogna iniziare sempre da un confronto, in cui si spiega cosa cambia e non solo quali sono le sanzioni previste. Di fronte a un atteggiamento che non tiene conto di questo, mostrandosi del tutto indifferente rispetto alle indicazioni fornite, non si può che rispondere con provvedimenti». Come accaduto, di recente, a locali che hanno venduto alcol a minorenni.

L’esempio che fanno i vigili è proprio quello dei controlli anti-alcol. Soprattutto di fronte all’obiezione: non sono tenuto a chiedere il documento di identità, se non mi fido.

«Non è così: è previsto già dalle norme sulla vendita degli alcolici che in caso di dubbio, il gestore del locale possa chiedere di vedere un documento – dice Barsuglia – Inoltre è bene chiarire che, di fronte alla reticenza di un cliente che si rifiuta di esibire il green pass o afferma di non averlo, oppure mostra un codice un po’ strano, la risposta dell’esercente non può essere l’alzata di spalle e la decisione di servire comunque l’avventore. Perché, in caso di controllo, rischia anche lui in prima persona la sanzione. L’indicazione che posso dare in questo senso è di rivolgersi, in caso di bisogno, alla polizia municipale e alle forze dell’ordine. Che sono deputate a intervenire se la situazione si fa complicata». Il comandante Barsuglia rammenta, infine, «che questo tipo di regole sono state introdotte proprio per consentire ai locali di lavorare. Rispettarle è nel loro interesse».

Concetto simile, se non uguale, espresso da Oreste Bergamini, titolare del bar Fappani di Viareggio e presidente del Centro commerciale naturale della Passeggiata: «È nostro primario interesse che il sistema funzioni: ci consente di evitare nuove chiusure, non dico ora ma nell’autunno-inverno. Io lo ammetto: sono favorevole. E vedo che anche i nostri clienti sono informati, preparati, scrupolosi. Stamattina (ieri, ndr) i primi che si sono presentati qui per cappuccino e brioche mi hanno detto che avevano il green pass ed erano pronti a esibirlo. Ho l’impressione che questo fronte “negazionista” del vaccino sia meno numeroso e compatto di quanto si creda».

Anche dal Comando di polizia municipale di Forte dei Marmi, guidato da Giuseppe Antonelli, spiegano che i controlli ci saranno, ma con il giudizio di chi sa di dover dare il tempo necessario ai locali. «Certamente – dice il comandante Antonelli – quando sarà il momento di fare i controlli li faremo. Però bisogna avere anche un po’ di buon senso. E soprattutto rendersi conto che non è questa l’unica attività del nostro Comando. Di sicuro, questo nuovo green pass ci accompagnerà nei prossimi mesi. Perciò è bene fare il rodaggio adesso».

«Nei giorni precedenti all’entrata in vigore del provvedimento abbiamo fatto opera soprattutto di informazione – dice Elena Navari della municipale fortemarmina – L’impressione che si ha è che c’è l’intenzione di rispettare la norma. Noi siamo a disposizione di tutti per i chiarimenti: naturalmente, abbiamo il compito di vigilare e tutelare la salute pubblica».

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