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sanitÀ 

«Oltre venti giorni per i letti da decubito»

Gabriele Buffoni
«Oltre venti giorni per i letti da decubito»

Problemi nella fornitura di ausili, anche urgenti La dottoressa Fiaschi: «I più colpiti sono gli anziani»

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versilia. Più di venti giorni per una fornitura di un letto antidecubito, nonostante nella richiesta fosse specificato il carattere di urgenza. «Non si può andare avanti così, a pagarne le spese alla fine sono le persone più fragili e la stessa Asl». A far sentire la propria voce è la dottoressa Anna Rita Fiaschi, medico di famiglia con ambulatori e pazienti distribuiti nell'area del Comune di Stazzema.

«Tra giugno e luglio ho avuto due pazienti anziane, rispettivamente di 74 e di 80 anni ed entrambe con gravi problemi di mobilità, che viste le loro condizioni avevano bisogno di ausili in breve tempo – racconta la dottoressa – con il sopraggiungere del caldo estivo ho inoltrato anche personalmente la richiesta alle autorità competenti per la consegna urgente di un letto antidecubito per questi casi specifici: non ho avuto risposta. Inutile dire che entrambe adesso hanno manifestato piaghe da decubito, dolorose e che possono essere evitate con l'uso dell'apposito letto».

A confermare le parole della dottoressa è anche Cristina Bertellotti, figlia di una delle due pazienti citate dal medico stazzemese: «Mia madre aveva bisogno già a maggio di un letto antidecubito tanto che consegnai io stessa, il 19 maggio, la richiesta di autorizzazione attraverso la cassetta predisposta dal centro ausili all'ospedale Versilia. Dopo una settimana ancora nessuno mi aveva contattato e ho iniziato quindi a telefonare ma gli operatori erano quasi sempre occupati o non riuscivano a darmi risposte precise. Arrivata all'8 giugno non sapevo più a chi rivolgermi quindi con la dottoressa Fiaschi abbiamo inviato via email una nuova richiesta, stavolta specificando il carattere di urgenza. Ho chiamato subito il giorno successivo ma addirittura risultava al centro ausili che avessi già ricevuto il letto. Dopo aver chiarito la questione, non mi è rimasto che attendere ma il letto antidecubito per mia madre è stato consegnato solo il 26 giugno. Le piaghe intanto si erano manifestate. Ora, con questo caldo, mia madre avrebbe bisogno anche dell'ulteriore ausilio di un apposito cuscino ma già mi hanno detto che dovrò aspettare quasi un mese solo per vedere accolta la richiesta».

L'unica risposta arrivata, in realtà, da parte dell'azienda sanitaria è stato il comunicato emesso solo pochi giorni fa in cui si chiarisce che dal mese di agosto «le richieste di ausili, protesi e relativi ritiri e riparazioni dovranno essere depositate esclusivamente nelle cassette predisposte all'ospedale Versilia, alla casa della salute Tabarracci di Viareggio e a quella di Pietrasanta - si legge nella nota - oppure inviate per email all'indirizzo direzione.uslnordovest@postacert.toscana.it o a protocollo-lucca@uslnordovest.toscana.it». Con tempi di attesa, però, previsti in 20 giorni per la sola autorizzazione a cui quindi andranno ad ad aggiungersi i tempi di consegna. Una soluzione inconcepibile per quei casi in cui l'ausilio è utile se consegnato nell'arco di pochi giorni (come in presenza del rischio di piaghe da decubito). «Serve un canale prioritario – conclude la dottoressa Fiaschi – quantomeno per quei pazienti che il medico di famiglia certifica come urgenze, in modo da snellire i tempi: queste persone soffrono e inoltre rappresentano un costo ulteriore che la Asl potrebbe evitare se gli ausili necessari fossero consegnati in tempi brevi».

Gabriele Buffoni

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