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lutto 

Addio al “dottore” Andrea Bigotti: scompare a 64 anni

Gabriele Buffoni
Addio al “dottore” Andrea Bigotti: scompare a 64 anni

Era referente regionale dell’associazione Medici d’azienda. Aveva la passione per il palio ed era stato sbandieratore

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VAIANA. Quando andava a qualche visita o per un controllo in qualche azienda veniva sempre accolto con calore, come uno di famiglia. Per tutti era semplicemente “il dottore” . Andrea Bigotti, 64 anni, è scomparso nella serata di mercoledì e in tutta la Versilia – non soltanto nella sua Vaiana, frazione del comune di Forte dei Marmi dove era nato e cresciuto e dove ancora viveva con la moglie Nicoletta Angelini e il figlio Edoardo, 35enne studente universitario in medicina – lascia un vuoto incolmabile. Nato nell’ottobre del’56, Bigotti era un “vaianotto doc” , tanto da appassionarsi subito al Palio dei Micci avvicinandosi, in gioventù, ai colori della locale contrada del Ponte.

«Diventammo insieme sbandieratori – racconta Vinicio Giannelli, amico d’infanzia del dottor Bigotti e decano della contrada rossoblù – eravamo un gran bel gruppo, ci divertivamo e vivevamo a 360 gradi la vita di contrada. Con il passare degli anni poi, e i suoi studi in medicina, Andrea se ne è progressivamente distaccato ma è sempre rimasto, comunque, un appassionato. Ogni volta che ci incrociavamo per strada o al bar mi chiedeva sempre informazioni e aggiornamenti sulla contrada». Laureatosi in medicina, specialista in medicina del lavoro, diabetologia e malattia del ricambio e medicina delle urgenze, dopo aver prestato servizio come medico di bordo sulle ambulanze iniziò una carriera che lo portò a seguire numerose aziende anche a livello nazionale. La sua gentilezza e disponibilità lo resero famoso, portandolo a lavorare come medico sia sulle cave di marmo a Carrara sia nel settore nautico, metalmeccanico, edile e turistico. Fino a diventare referente regionale per la Toscana dell’Associazione nazionale medici d’azienda.

«Il suo lavoro lo faceva con una passione che per me e mia sorella Martina (37 anni, ndr) è sempre stata fonte di ispirazione – racconta il figlio Edoardo – tant’è che entrambi abbiamo intrapreso il percorso medico. Se riscontrava un problema in qualche azienda, si faceva in quattro per aiutare a risolverlo e seguiva con un attenzione particolare chi aveva bisogno del suo aiuto».

Oltre al lavoro, Bigotti era anche un grande appassionato di pesca – era iscritto alla compagnia dei pescatori del pontile di Forte dei Marmi e aveva aiutato ad organizzare negli anni vari tornei di pesca in giro per la Versilia – e di hockey su pista: fervido sostenitore dell’Hockey Forte fin dai tempi del Prato Verde, negli ultimi anni era tornato al palasport entrando a far parte anche dello staff medico della squadra.

«Ci ha sempre dato una grossa mano in tutto, non solo in quello che era sua competenza – lo ricorda il presidente del Forte Piero Tosi – ci ha lasciato un grande amico e un immenso tifoso». E il suo sostegno – attraverso l’abbonamento in tribuna – non è mai mancato neppure negli ultimi tempi. Dopo che la malattia, scoperta nel 2014, era tornata a farsi sentire portandolo ad un rapido peggioramento in pochi mesi e al ricovero all’ospedale Versilia, dove si è spento intorno alle 20 di mercoledì. La famiglia ringrazia i dottori Taccola, Arganini e Palla per le cure e l’attenzione riservategli: i funerali si terranno stamani alle 10, 30 alla chiesa di Vaiana.

Gabriele Buffoni

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