Gioco
Suolo pubblico: sono 20 le attività finite nel mirino
Bar, ristoranti e negozi avrebbero superato il limite consentito di occupazione degli spazi del centro storico: sanzioni fino a 3.500 euro
pietrasanta. Sarebbero una ventina le attività commerciali del centro storico finite nel mirino dell’ufficio tributi comunali per occupazione, impropria, del suolo pubblico. Sotto la lente bar, ristoranti e negozi, con vista sulle mura cittadine, che avrebbero posizionato tavolini, sedie, e arredi vari in spazi non autorizzati o ancora utilizzando materiale con modalità non consentite dal regolamento di riferimento.
La questione è nota: nelle ultime settimane nel centro – ma segnalazioni arrivano anche da Marina di Pietrasanta – il posizionamento di tavolini e sedie, in primis, ha varcato la soglia non solo del consentito, ma anche del buonsenso, con ingombri un po’ ovunque e sconfinamenti definiti «inaccettabili» dalle parti del palazzo.
E qui si innesca un’altra questione: nei giorni scorsi l’assessore Stefano Filié aveva parlato di situazioni non più tollerabili e che gli uffici, di fronte a situazioni di palese infrazione avrebbero agito di conseguenza.
Un evidente appello a limitare eccessi e abusi che però, a quanto pare, non è stato ascoltato da alcuni, sempre fra esercenti e commercianti: per questo motivo non è escluso, a questo punto, la convocazione di un incontro fra i referenti dell’amministrazione comunale e ancora dell’ufficio tributi e della polizia municipale per entrare nel merito di una questione che fa discutere e che è motivo di tensione. Nelle scorse settimane lo stesso Stefano Sermattei, presidente de Le Botteghe di Pietrasanta, l’associazione che fa da riferimento ai commercianti del centro storico, aveva richiamato i colleghi al rispetto delle regole anche in considerazione del fatto che la stragrande maggioranza delle attività si attiene, scrupolosamente, ai dettami normativi e all’occupazione delle metrature autorizzate. Nel frattempo, a domicilio di alcuni fra bar e ristoranti, sono arrivate le prime sanzioni – con importi che arrivano fino a 3.500 euro – multe che non sono però servite, a quanto pare, ad attenuare un fenomeno, al negativo, che è motivo di divisioni e discussioni nella comunità. —
L.B.
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