La manifestazione
Sabbiodotto, Firenze accelera e ne progetta uno galleggiante
Tentativo di ottenere il finanziamento dell’opera dal ministero delle infrastrutture in tempi rapidi
Donatella Francesconi
viareggio. Corsa contro il tempo per aggiudicarsi un finanziamento ministeriale per la costruzione del sabbiodotto permanente, strumento indispensabile per liberare il porto di Viareggio in maniera costante dall’insabbiamento che lo affligge da sempre. La Regione Toscana, nei mesi scorsi, aveva avanzato richiesta di finanziamento per l’opera all’Agenzia per la coesione territoriale. In una nota diffusa dalla stessa Regione a metà maggio scorso, l’Ente presieduto da Eugenio Giani rendeva noto che la stessa Agenzia «in tempi brevi potrebbe dare il suo assenso sulla ammissibilità al finanziamento». Adesso, invece, la strada sembra quella del tentativo di inserire il sabbiodotto viareggino tra i progetti finanziabili (la somma necessaria è cinque milioni e 100mila euro) tra i quanto finanziabile dal Fondo sviluppo e coesione.
«L’ingegnere Antonio de Crescenzo (attuale commissario della Autorità portuale regionale, ndr)», spiega l’assessore regionale alle infrastrutture, Stefano Baccelli, che ha partecipato al recente Comitato portuale, «è stato molto bravo e ha convocato subito la Conferenza dei servizi per condividere le modifiche necessarie. E il Comitato portuale all’unanimità le ha approvate».
La novità principale è che la condotta dell’impianto «non sarà più rigida ma flessibile», spiega ancora Baccelli al Tirreno, «e quindi il sabbiodotto avrà una maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica rispetto alle attività balneari». Una condotta, insomma, «galleggiante e spostabile, più sostenibile rispetto alle attività balneari» anche grazie al fatto che nel progetto vengono eliminate le stazione di pompaggio sulla spiaggia.
Resta da capire se la nuova tipologia di condotta – che potrebbe comportare uno spostamento della statua dell’Attesa, sul Molo – renderà o meno necessario un maggiore lavoro delle draghe: la cui attività, fino a quando non è nata l’Autorità portuale, era uno dei problemi del costante insabbiamento e relativa spesa tanto eccessiva quanto inutile da parte della stessa Regione.
«Il problema che nell’interlocuzione con il ministero nella vicenda dei cosiddetti “Fsc” (Fondo sviluppo e coesione, ndr), ricorda Baccelli , « è che per progetto definitivo a Roma intendono quello che dispone già di con una approvazione anche in linea tecnica. Che è un’interpretazione». Ed era questo il tema al centro dell’ultimo Comitato portuale, partendo dal lavoro compiuto dall’ex segretario della Authority, Fabrizio Morelli – che nel sabbiodotto ha creduto fin dai suoi primi mesi a Viareggio – e della sua squadra,
Alla domande se il passaggio in Comitato portuale permetta adesso alla Regione di prestarsi al ministero con le carte in regole, l’assessore Baccelli risponde: «Noi ci proviamo, per avere quanto prima il finanziamento. E comunque è una cosa buona in sé, perché è un passaggio ulteriore, in quanto avremo un progetto definitivo approvato da tutti».
Il comandante della Capitaneria di porto di Viareggio, presente al Comitato, si è riservato di valutare la nuova ipotesi di condotta in relazione alla sicurezza della navigazione. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
