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Luisi: «So cosa serve al nostro Comune per poter ripartire»

Luisi: «So cosa serve al nostro Comune per poter ripartire»

La consigliera di minoranza uscente spiega le ragioni che l’hanno convinta a scendere in campo per il municipio 

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la candidata

«Ora vi spiego perché ho deciso di candidarmi a sindaca di Seravezza». Esordisce così Elena Luisi, 58 anni, seravezzina doc e consigliera di minoranza, titolare di un ufficio di progettazione architettonica e interior design a Marzocchino. Il simbolo della lista è pronto, la sede elettorale quasi.

«Chi ha seguito le vicende comunali degli ultimi cinque anni certamente mi conosce e sa come affronto i problemi del Comune: come fossero i problemi della mia famiglia – spiega –. Con l'entusiasmo e l'abnegazione di una madre, senza compromessi e soprattutto, come ritengo debba succedere tra i componenti-cittadini della stessa famiglia: Insieme». Che è il motto scritto sul simbolo della lista. «Per cinque anni ho ascoltato, accolto, valutato facendomene carico, tutte le istanze che i cittadini mi hanno evidenziato – prosegue la candidata –. Ho studiato ogni singolo documento amministrativo, ho approfondito le dinamiche politiche, spesso poco comprensibili, con le quali è stato amministrato il nostro Comune. Ho portato all'attenzione degli enti anche sovra-comunali competenti criticità importanti, sopite da troppo tempo, la vicenda del cavalcavia per esempio, la sicurezza sismica delle nostre scuole, la pericolosità delle nostre strade. L'abbandono delle nostre colline e dei paesi montani, che sarebbero la nostra ricchezza turistica. La necessità inderogabile del rilancio del commercio nella piana, che dovrebbe essere il nostro centro dinamico, economico, funzionale, sportivo e produttivo. La valorizzazione delle nostre tradizioni popolari, sono anche donna di Palio da più di venti anni e ne riconosco il grande valore sociale che è stato dimenticato da tutte le amministrazioni. Infine il nostro centro storico nel capoluogo, che ha la fortuna di avere un palazzo patrimonio Unesco ma che non ha avuto la capacità amministrativa di renderlo l'attrattiva trainante per l'economia turistica, artistica, culturale, relegandolo ai minimi usi di qualche evento estivo che esaurisce la sua vita a ottobre».

E poi Luisi parla di sé, definendosi «una cittadina prestata alla politica, un'innamorata dei propri luoghi e delle proprie radici. Una donna di famiglia che ha, in cinque anni, esplorato la mia e la vostra casa, il Comune, e ne conosce ogni angolo, ogni mattonella mossa, ogni tubo rotto. Che sa cosa serve per restaurarla, pulitura, renderla vivibile perché ognuno la senta casa sua e sia fiero di abitarci perché ci si vive bene. Il Comune è casa mia e viverlo ogni giorno mi da l'esperienza e la conoscenza reale, concreta, di ogni piccolo problema presente, attuale, impellente, che non si può raccontare a chi non c'è. Non ho la pretesa di creare nessuna nuova classe dirigenziale futura, non voglio parlare di teorie futuriste sugli assetti politici, il mio obiettivo è quello di creare invece, un luogo nuovo per i cittadini, per la gente, un luogo dove le future generazioni trovino decoro, servizi, accoglienza e possibilità di lavoro. Voglio lavorare per il Comune di Seravezza e per i suoi abitanti perché abbiano pari dignità dei Comuni limitrofi, come ho fatto per cinque anni nei quali, da sola, ho tentato di migliorare le cose. Per questo mi candido, per poter rendere concreta la mia opera, le mie idee, le mie proposte, la mia visione del futuro per i nostri figli, senza pretendere di cambiare le sorti del mondo ma sicuramente quelle del Comune di Seravezza». —

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