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Versilia

la protesta 

Niente più tavolini per l’oste degli artisti nella nuova piazza

Luca Basile
Niente più tavolini per l’oste degli artisti nella nuova piazza

Andreano, titolare de Il Posto, rimasto beffato dal progetto «C’è la strada in mezzo, auto e transenne: è il caos»

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Luca Basile

pietrasanta. Dalla visuale, tutt’altro che privilegiata, del ristorante Il Posto, la nuova piazza Carducci, con i suoi tavolini apparecchiati a festa ogni sera, le sue transenne, i suoi tre posti auto e il verde che non c’è – fatta eccezione per qualche pianta di olivo inclusa quella contestata sigillata nel vaso sotto l’arco – è oltre la strada.

«Sono stato fra i più convinti sostenitori di questo progetto, ma oggi è ben distante dall’idea che un po’ tutti ci eravamo fatti: una piazza a misura del pedone, da vivere, dove passeggiare, godersela fra nicchie d’ombra, immersa nell’arte e, ovviamente, anche con le sue proposte culinarie. E invece è solamente un’occasione persa».

Sono parole amare quelle di Simone Andreano, anima de Il Posto, cenacolo gastronomico fra i più conosciuti di Pietrasanta e frequentato da molti artisti, fra i quali Fernando Botero: parole in scia ad una visione reale della piazza Carducci «che è caotica e forse anche pericolosa. Sia chiaro: al sottoscritto la polemica piace meno di niente e premetto che apprezzo molto l’impegno che ci mette questa amministrazione nel riqualificare la città e nell’avere risistemato i sottoservizi in zona. Se però poi i risultati sono questi, allora una riflessione va fatta».

Anche perché fra tutte le attività che si affacciano sulla piazza, Il Posto è l’unica che non può posizionare all’esterno tavolini e sedie.

«E come faccio? Fra il nostro ristorante e piazza Carducci c’è la strada: ce lo vede lei il nostro cameriere che tenta di portare le pietanze al cliente facendo slalom fra auto, scooter e sgassate di motori? Sono deluso. Ci avevano detto che la strada, nel tratto compreso fra piazza delle Poste e via Oberdan, sarebbe stata chiusa, la sera, alle auto e quindi ad uso dei pedoni: così non è stato. Forse sarà in futuro, ci dicono. Forse, ma intanto oggi è il caos. I nostri clienti – prosegue Simone Andreano – continuano a venire, perché amano il locale, ciò che proponiamo, il contesto artistico nel suo interno, ma certo restano perplessi di fronte alla confusione, agli incolonnamenti delle auto, ai mezzi lasciati in sosta dove capita. Un muro fatto di motori, frenate, semaforo davanti all’ingresso o quasi, disagi. Un “non luogo” l’ha definito qualcuno più competente di me, questo spazio: temo che sia proprio così. E bisogna anche fare attenzione, perché la convivenza – prosegue Andreano – fra tavolini, pedoni e auto, così come è stata concepita, non è semplice e ogni giorno ne abbiamo conferma. E sempre davanti alla mia attività non è rimasto neanche più il residuo di marciapiede che c’era prima, ma una transenna. Devo aggiungere altro? Ripeto, un’occasione persa. Per la comunità. Spero, sempre, che si possa rimediare, che possa veramente diventare una piazza senza auto e con alberi e spazi per tutti. Oggi non è così». —

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