Italia
Madonnina, diportista cade in mare e sviene Indaga la Capitaneria
viareggio. Un diportista è caduto in acqua dalla propria barca, nella serata di lunedì, all’approdo della Madonnina gestito da ICare. Per portarlo in salvo sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Viareggio, oltre ai soccorsi inviati dalla Centrale operativa 118 e la Capitaneria di Viareggio. Sarà proprio la Capitaneria a ricostruire l’accaduto che ha risvolti collegati al contenzioso legale che quindici diportisti hanno con la società interamente pubblica, “ICare”, che gestisce l’approdo. Contenzioso legale che nasce dalla citazione in giudizio degli stessi diportisti decisa da ICare.
L’imbarcazione dell’uomo caduto in acqua perdendo i sensi, infatti, si trovava alla banchina uffici – raccontano gli altri diportisti – «per quella imbarcazione pericolosamente poco accessibile». Anche perché il proprietario della barca non è un giovanotto. La scelta della collocazione – segnalano i diportisti – è avvenuta per decisione di ICare (per scritto), la quale contesta ai 15 clienti il pagamento in base al contratto vigente con la Viareggio Porto. Nel caso specifico l’uomo caduto in acqua – un artigiano che ancora attende i pagamenti dalla Viareggio Porto in concordato – ha sempre saldato il posto barca anche nei due anni in cui ha dovuto effettuare lavori sull’imbarcazione.
Il presidente della cooperativa “Porto turistico Viareggio”, Francesco Di Nardo, sulla pagina Facebook del Circolo nautico “La Madonnina” è netto: «Per come sono andate le cose il nostro amico ha avuto una grande fortuna, perché poteva andare molto, ma molto peggio». Se non ci fosse stato qualcuno che lo ha visto in acqua, infatti, l’uomo sarebbe annegato. Adesso starà alla Capitaneria – che ieri ha messo a verbale le dichiarazioni del diportista – ricostruire se l’imbarcazione in questione fosse adatta o meno al posto che le era stato assegnato per quanto attiene alla sicurezza. Visto che lo stesso diportista – raccontano gli amici – «da tempo lamentava che il posto assegnato per lui non era agibili e sicuro».
Da tempo i diportisti in causa con ICare segnalano di trovare le proprie imbarcazioni spostate da un utilizzo all’altro. Ed è un ulteriore elemento che può andare ad arricchire di motivazioni il contenzioso legale appena iniziato. —
D.F.
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