Sicurezza
I sogni e le fatiche delle centiste al Piaggia divise tra lo studio e gli allenamenti
Sono sei le ragazze che hanno ricevuto il massimo dei voti alla maturità nel liceo sportivo: «C’è voluto impegno e dedizione»
Gabriele Noli
Viareggio. Si può essere brave come atlete e nel contempo come studentesse. L’esito dell’ultimo esame di maturità al liceo sportivo Carlo Piaggia di Viareggio sconfessa il luogo comune sull’incompatibilità tra l’attività agonistica e quella didattica: sono sei le centiste dell’istituto scolastico della Darsena, quattro ginnaste e due nuotatrici. Il diploma col massimo dei voti è un riconoscimento per chi se l’è guadagnato, dividendosi tra i due distinti impegni, e le rispettive società, che le hanno sempre supportate. Vanessa Nannetti (5A) e Giulia Burchielli (5B) fanno parte del nuovo corso della Tirrenica Nuoto. «Il 100 è stato una sorpresa: non era il mio obiettivo principale, ma mi sarebbe piaciuto ottenerlo», ammette Nannetti, per la quale «gli anni affrontati in dad sono stati i più complessi e quelli che hanno richiesto maggiore attenzione». Un quinquennio di cui conserverà, soprattutto, il progetto che le ha permesso di andare in Sardegna, «per svolgere dei corsi di inglese e in più dare spazio a diverse attività fisiche» e il concorso per uno stage a Malta di tre settimane.
«Purtroppo a causa della pandemia è stato rimandato a settembre, ma sono fiduciosa che possa essere un’esperienza importante». Il futuro è abbastanza delineato. «Vorrei iscrivermi a Scienze della formazione primaria, prima però dovrò sostenere un test per l’ammissione. Non ho ancora pensato a un piano di studio di riserva ma spero di poter proseguire con la mia scelta iniziale». Anche Giulia Burchielli (5B) confessa la propria incredulità di fronte al 100. «Non me l’aspettavo. Puntavo a fare un bell’orale, alla fine per me il voto è stato una conseguenza positiva. Per tutto maggio sono stata in quarantena. Sono potuta tornare a scuola solo per la simulazione d’esame». Nei cinque anni «passati in fretta» Burchielli ha potuto «acquisire i brevetti di assistente bagnanti, e incontri con personaggi importanti a livello paralimpico». La testa è già di nuovo sui libri: «Ho intenzione di provare a entrare a medicina; il mio sogno sarebbe diventare un medico legale». Delle quattro ginnaste diplomate col 100, due sono cresciute nella Raffaello Motto: Laura Salacca e Viola Simonelli. «Puntavo a fare del mio meglio e a prendere un buon voto. L’impegno è stato ripagato», afferma Salacca (5A), senza nascondere che le difficoltà dovute «ai diversi impegni sportivi e allo stress generato dalla Dad». Era molto in ansia prima del colloquio, ma poi «mi sono sentita sollevata perché ero consapevole di essermela cavata bene». Come nei cinque anni di liceo, «ho sempre cercato di fare del mio meglio, soprattutto perché non avevo tempo da dedicare agli studi dato che mi allenavo tutto il pomeriggio e a volte anche la mattina». Una routine mentalmente logorante.
«Mi sono sentita demotivata perché ero più in difficoltà rispetto agli altri, ma durante questi anni ho imparato a organizzarmi e ora sono felice del percorso». I ringraziamenti per il 100 sono mirati. «Grazie ai miei genitori e alla mia allenatrice: anche se ora ho smesso di allenarmi, sono sicura che i suoi consigli saranno ancora utili. Ma soprattutto ai professori che mi hanno quasi sempre capita ». In futuro «vorrei fare la biologa». Viola Simonelli (5B) è rimasta contenta «non tanto per il voto in sé, quanto soprattutto per la soddisfazione». Dice di essere una ragazza «molto puntigliosa, cerco sempre il particolare da migliorare perché sono dell‘idea che si debba sempre dare il massimo». Si aspettava un voto alto «però non volevo fasciarmi la testa con il 100. Ovviamente speravo di arrivarci». Sin dalle elementari ha cominciato a praticare ginnastica ritmica ad alto livello «e piano piano ho imparato a conciliare entrambe le cose, studio e sport, non è sempre facile ma con l la determinazione si riesce a fare quello che vogliamo. L’importante è essere indirizzati verso un obiettivo ben preciso».
Ritiene di essere cresciuta tanto nel quinquennio al Piaggia. «Mi sono trovata benissimo con compagni e insegnanti ed è anche per questo motivo che sono riuscita a far collimare sport e studio. Ho vissuto questi anni con serenità». All’Università, salvo ripensamenti, si iscriverà a scienze biologiche per poi specializzarsi in scienze della nutrizione. «Ambisco a diventare nutrizionista degli sportivi, così facendo potrò abbracciare i due lati che più mi appassionano: lo sport e la nutrizione».
Per celebrare la tripla cifra di Michela Dini (5B) il Centro Ginnastica Massarosa, la sua società, ha realizzato un video, pubblicato sui social e corredato da un messaggio. “Sei l’esempio di come lo sport e la vita scolastica possono raggiungere esempi di eccellenza da seguire”. Per lei il 100 non era un ossessione, ma ci teneva. E anche se questa maturità «è stata molto diversa da quella vissuta da mia sorella anni fa, per cui non sapevo proprio cosa aspettarmi», alla fine il risultato migliore possibile si è concretizzato, nonostante le difficoltà.
«La dad è stata penalizzante sotto il profilo umano; mi sono mancati i compagni, il vivere in una classe, lo studio è stato più difficile e ha richiesto più impegno». Il quinquennio al liceo sportivo ha fatto sì che «potessi seguire i miei sogni». Gli stage, nello specifico, le hanno consentito «di aggiungere tasselli significativi nel mio percorso di vita e di questo sono grata. L’esperienza è stata come una rovesciata nella ginnastica ritmica, il mio sport: una cosa difficile, in molti casi che mette anche paura, ma con lo spirito giusto mi sono buttata e ne sono atterrata in piedi».
Dall’autunno frequenterà Scienze motorie a Pisa «per raggiungere il desiderio tanto atteso di diventare un insegnante e trasmettere le mie conoscenze ai più piccoli». Chiara Ricci (5A) ha approcciato l’esame di maturità con la legittima convinzione di poter chiudere con la tripla cifra, «avendo già 58 crediti di partenza: sono stata contentissima di vedere di fianco al mio nome il 100». Il percorso che l’ha portata a centrare tale traguardo «è stato parecchio particolare, ma mi sono applicata al massimo nonostante la strana situazione. A me il colloquio orale, l’ho preferito rispetto alla modalità classica, con le tre prove scritte». Al di là dell’esame, «i cinque anni di liceo sono stati per me indimenticabili. ho potuto conoscere persone che sono diventate davvero importanti nella mia vita. Una gita che ricorderò con piacere, è quella fatta a Roma, dove ci siamo molto divertiti e abbiamo potuto visitare una magnifica città». Rivolge un pensiero ai docenti «che sono stati in grado di farmi appassionare a ciò che mi hanno insegnato» e alla famiglia «che mi ha sempre dato la possibilità di studiare». Pure lei, come alcune delle altre centiste, opterà per Biologia. E una volta finita la triennale «mi piacerebbe proseguire con Scienze della nutrizione, per poi diventare una biologa nutrizionista». —
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