Vendetta pornografica in rete: mozione bocciata in consiglio
viareggio. Si chiama “revenge porn” e si traduce in vendetta pornografica: una delle forme più odiose di violenza, che sulle vittime produce effetti devastanti quando foto e video colti in un momento di intimità vengono buttati in Rete con l’unico scopo di danneggiare la reputazione di chi vi è ripreso e non ha espresso il proprio consenso alla pubblicazione. Se ne è discusso ieri in consiglio comunale, a Viareggio, grazie alla mozione presentata dalla Lega per voce della consigliera Maria Domenica Pacchini. Che con il documento portato al voto ha chiesto di impegnare consiglio comunale, Giunta e sindaco a promuovere iniziative sul territorio, anche avvalendosi della commissione Pari opportunità, per far conoscere e affrontare il problema. Iniziative mirate a una corretta educazione digitale verso gli “utenti social”, partendo dai più giovani».
E sono suonate difficili da comprendere – al di là del no costante che la maggioranza al governo della città dedica da sempre alle proposte della minoranza – le parole utilizzate dal consigliere del Partito democratico Filippo Ciucci per affermare che «il fenomeno del “Revenge porn” non si combatte solo con la repressione, ma con l’educazione culturale e una educazione all’affettività». Difficili da comprendere considerando che – come sottolineato nella mozione – «la legge 69/2019, introducendo nuove disposizioni per la tutela contro la violenza domestica e di genere, prevede sanzioni per il fenomeno del “Revenge porn”». L’impianto repressivo, insomma , per fortuna è stato codificato dalla normativa nazionale che prevede pene da uno a sei anni e relative aggravanti.
La mozione è stata bocciata, incassando dieci no e sette sì: assenti la presidente della Commissione Pari opportunità, Sara Grilli, il sindaco Giorgio Del Ghingaro, il presidente della commissione sociale, Gabriele Tomei. —
D.F.
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