Attenzione
Referendum eutanasia, firme raccolte in piedi
Per poter utilizzare un banchetto a Viareggio bisogna chiedere il permesso almeno sette giorni prima
viareggio. Giovedì sera sono state raccolte 190 firme di cittadini in poche ore a sostegno del referendum per l’eutanasia legale. Ma i promotori della raccolta firme non hanno potuto allestire il consueto banchetto per l’esercizio di un diritto sancito dalla Costituzione. Chi ha raccolto le firme è dovuto rimanere in piedi, errando per la zona del centro città in festa per l’iniziativa organizzata dai commercianti. «A Viareggio abbiamo un problema», racconta Emilio Colombo che di amministrazioni pubbliche se ne intende da molto tempo: «Della raccolta firme per richiedere un referendum deve essere dato preavviso all'autorità di pubblica sicurezza con tre giorni di anticipo (articolo 18 del Tulps). A Viareggio, però, la richiesta di installazione di un tavolo di raccolta firme per promuovere il referendum deve essere presentata con almeno una settimana di anticipo. Con un preavviso di tre giorni, se – come in questo caso l’autorità di pubblica sicurezza non rileva motivi ostativi – la raccolta si può svolgere, ma solo in piedi».
Eppure – ricorda Colombo – «l’articolo 75 della Costituzione garantisce il diritto di campagna referendaria per l’abrogazione di vigenti norme giuridiche. Il Comitato promotore del referendum abrogativo è un soggetto senza scopo di lucro, titolare dell'esercizio di una pubblica funzione costituzionalmente rilevante e garantita, come da ordinanza della Corte Costituzionale numero 17 del 2 marzo 1978. Secondo il Tar Lombardia, inoltre (ordinanza 867 del 6 dicembre 1991), rappresentando i tavoli di raccolta il minimo supporto reale per l’esercizio del diritto dei cittadini di aderire con la firma ai referendum, appare dubbia anche la sussistenza dell’occupazione in senso tecnico di suolo pubblico. Poi, il comma 67 dell’articolo 3 della legge 549/1995 ha esonerato dal pagamento della tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche chi promuove manifestazioni o iniziative a carattere politico quando l’area occupata non ecceda i 10 metri quadrati. L’Agenzia delle entrate con risoluzione 56/E del 18 luglio 2018 ha infine precisato che sono esenti dall’imposta di bollo sia l’istanza per occupazione di suolo pubblico finalizzata alla raccolta firme a sostegno di referendum, iniziative legislative popolari, petizioni ed istanze, sia la relativa autorizzazione. Ci sono, purtroppo, Regolamenti comunali che non distinguono tra l’esercizio del diritto costituzionale di richiedere un referendum mediante un “minimo supporto reale” e una qualsiasi occupazione di suolo per altri scopi. È, purtroppo, il caso del Regolamento approvato dal consiglio comunale di Viareggio l’8 febbraio 2021». —
D.F.
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