Toscana
I titolari di discoteche: siamo stati abbandonati a noi stessi
Le sale da ballo non sono nominate all’interno del decreto e, anzi, per loro sono previsti dei ristori «Ma non sono sufficienti»
Viareggio. «La verità è che le discoteche sono state abbandonate a loro stesse - lo dice a Lorenzo Angeli, general manager della Bussola in Versilia - Ormai abbiamo capito che le discoteche, quelle autorizzate, resteranno chiuse almeno per tutta l'estate, e chissà ancora per quanto. Mentre sarà tollerato far ballare le persone in luoghi non autorizzati. Ormai siamo arrivati ad un punto dove qualsiasi attività si sostituisce alle discoteche. E tutte le istituzioni fanno finta di non accorgersene. Sinceramente spero in una presa di posizione forte dal nostro sindacato che, ad oggi, ancora non si è espresso. I ristori? Staremo a vedere. Se saranno sulla stessa base di quelli ricevuti finora, non bastano nemmeno per pagare tari, concessioni e pubblico spettacolo. Non parliamo dei vari affitti».
Una posizione che è totalmente condivisa da Daniele Benvenuti di Confesercenti: «Si è scelta la strada più facile, quella cioè di colpire le discoteche che di sicuro non apriranno, visto che non sono state nominate dal decreto. Eppure nei mesi scorsi sembrava che fosse proprio il green pass a fare la differenza in questo senso».
E continua: «L’obbligo di green pass per accedere alle sale interne di bar e ristoranti non è solo punitivo nei confronti delle attività ma è anche costoso da implementare e rischioso per i gestori, trasformati di fatto in agenti di pubblica sicurezza con tutte le responsabilità connesse. Per controllare all’ingresso i certificati i gestori che non dispongono di spazi all’esterno (da cui una nuova discriminazione) avrebbero bisogno di formare una persona e dedicarla interamente a questo compito. Una soluzione onerosa ed insostenibile per molte imprese, in particolare per quelle più piccole. Preoccupano, inoltre, eventuali ricadute in caso di errori nella fase di controllo: i gestori dovrebbero essere totalmente esonerati da ogni responsabilità».
Confesercenti, attraverso le sue strutture regionali e nazionali «chiede al governo di valutare la possibilità di escludere comunque dall’obbligo i piccoli locali con pochi coperti e le attività della zona bianca che già avevano riaperto, anche perché in estate si vive fuori e non a caso le norme avevano permesso una ampia riapertura delle attività».
La conclusione di Confesercenti Versilia. “Condividiamo la necessità di accelerare la copertura vaccinale, senza scaricare la responsabilità sulle imprese, e di poter concepire un livello di obbligo per realizzare il ritorno definitivo alla normalità ma insieme a ciò dobbiamo assicuraci una adeguata disponibilità di vaccini, pena per non subire ritardi per quanto riguarda la copertura della popolazione. Inoltre, si deve spingere sulla vaccinazione dei giovani, sugli over 60 che sono rimasti indietro». —
C.B.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google