Attenzione
Tributi, la notifica affidata al privato non era legittima
Vanno all’approvazione del consiglio comunale debiti fuori bilancio Tutti da sentenze delle commissioni tributarie che il Comune non appella
Donatella Francesconi
Viareggio. Non trova pace la lunga vicenda che ha visto il servizio tributi del Comune di Viareggio gestito da “ICare”, società interamente pubblica, che le sentenze delle commissioni tributarie provinciali hanno ripetutamente dichiarato – ai sensi del Decreto Madia – non titolata a quel servizio, “ereditato” dalla fallita Viareggio Patrimonio . Un passaggio sul quale il Comune di Viareggio ha rinunciato a ricorrere di fronte alla commissione tributaria regionale, come si legge in uno degli atti relativi ai nuovi debiti fuori bilancio che vanno all’approvazione del consiglio comunale di lunedì, per un totale di 5.540,28 euro.
Ma c’è di più. Perché arriva al pettine anche il nodo delle notifiche che – per 2015 e 2016 – erano state affidate alla società privata “Nexive”. «Dall’esame della documentazione prodotta dal Comune di Viareggio», si legge nella sentenza della terza sezione di commissione tributaria provinciale, pronunciata il 24 febbraio scorso, «non emerge la necessaria regolarità delle notifiche», datate 14 dicembre 2015 e 12 febbraio 2016. «Cioè», si legge ancora nella sentenza, «in un arco temporale nel quale certamente non era consentita la notifica degli atti giudiziari, e neppure degli accertamenti tributari, a mezzo di poste private». Solo a fine 2017, infatti – ricordano i giudici tributari lucchesi – il monopolio di Poste italiane in questo settore viene meno.
Di sentenza in sentenza si è arrivati al nuovo debito fuori bilancio, con pronunce delle diverse commissioni tributarie provinciali che sull’argomento si esprimono in maniera univoca.
Alla questione delle legittimazione delle notifiche per mano di un’azienda privata si aggiunge anche quanto sollevato dall’avvocato difensore del ricorrente: «È condivisibile», si legge nelle stessa sentenza, «l’altra critica mossa, riguardante la mancanza di prova dell’invio della raccomandata informativa (CAD), in quando la documentazione prodotta dal Comune di Viareggio (buste e raccomandate spedite da Nexive con scritta in calce – anonima – di compiuta giacenza) non contengono alcun riferimento alla notificazioned egli avvisi d’accertamento in questione. E pertanto non possono costituire la prova di quella necessaria informativa che deve essere inviata al soggetto destinatario della notificazione e che deve contenere gli elementi richiesti dall’articolo 48 delle Disposizioni di attuazione del Codice di procedura civile». I giudici fanno un passo ulteriore e ricordano: «La mancata prova delle notifica degli atti presupposti all’ingiunzione di pagamento rende nullo anche quest’ultimo atto».
Rimane la domanda: ma chi ha portato il Comune di Viareggio a soccombere, ricorso dopo ricorso, sulle questioni ormai note della passata gestione dei tributi (prima amministrazione Del Ghingaro) pagherà mai per la mole di debiti fuori bilancio legati alle spese legali che lo stesso Comune, e quindi i cittadini, si deve sobbarcare per scelte palesemente sbagliate? —
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