Proteste
Il mondo della cantieristica piange Angelo Bertolucci
L’imprenditore, 72 anni, era malato e ricoverato all’ospedale Versilia Era uno dei soci che gestiva l’omonima falegnameria di via Paolo Savi
viareggio. Protagonista di molte vicende della Darsena e della nautica viareggina, è morto all’ospedale Versilia (dove era ricoverato per una malattia) Angelo Bertolucci, uno dei titolari del cantiere “Fratelli Bertolucci”, che gestiva con il cugino Massimiliano e poi con il figlio Stefano, entrato nell’azienda di famiglia. Bertolucci aveva 72 anni ed era un personaggio molto conosciuto in Darsena, dove la moglie gestisce la cartoleria di via Paolo Savi, la stessa strada dove – poco distante – ha sede anche il cantiere. Nella giornata di oggi saranno decisi i funerali che la famiglia Bertolucci ha deciso di affidare alla Croce Verde di Viareggio.
Il cantiere di falegnameria Bertolucci fin dalle origini si distingue per l’innovazione: «Nel 1962, primi in Italia, abbiamo adottato il sistema dell’incollaggio diretto del teak sui ponti (oggi universalmente praticato) e durante questa esperienza, ormai sessantennale», si legge sul sito dell’azienda, «abbiamo rivestito i ponti dei superyacht più prestigiosi usciti dai cantieri italiani di fama mondiale quali, per citarne solo alcuni, Codecasa, Azimut Benetti, Overmarine, Perini, Falcon Yacht, Italyachts».
A ricordare Bertolucci è Ennio Buonomo (Codecasa): «Per anni abbiamo acquistato il giornale tutte le mattine all’edicola davanti alla Capitaneria, puntuali alla stessa ora. Lo ricordo come una persona sempre disponibile, così come nella tradizione passata da padre in figlio».
Angelo Bertolucci – così lo ricorda Katia Balducci, presidente di Navigo – «era soprattutto una persona competente». E poi «sicuramente è stato uno dei personaggi della Darsena produttiva». Essendo stato un socio storico di Udina e, per un periodo, anche presidente di Arpeca. Il cantiere ha anche realizzato le manutenzioni della pavimentazione in legno della passerella sul Molo. E quando – qualche anno fa molto si discusse dello stato in cui la stessa pavimentazione versava – fu lil cantiere di Bertolucci e del cugino a proporsi per una manutenzione a costi ridottissimi. Così che non si potesse accollare al cantiere – così spiegava lo stesso Bertolucci – il difetto di intervento sulle importanti manutenzioni effettuate.
«Non conoscevo Bertolucci direttamente, ma è sempre una triste notizia sapere che pezzi della Darsena se ne vanno», sono le parole di Pietro Angelini, direttore di Navigo. —
Donatella Francesconi
(ha collaborato Roy Lepore)
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