Gioco
Il centrosinistra spaccato alle prossime amministrative
La frattura si è consumata martedì sera quando il Pd ha disertato il vertice Sinistra Comune: «Disposti al dialogo sulla candidatura di Francesco Mauro»
Cesare Bonifazi
massarosa. Infine il dramma nel centrosinistra si è consumato. Come nelle descrizioni parodistiche di Corrado Guzzanti nei panni di Bertinotti, la corsa verso il voto si atomizza e la scissione è servita. Il Pd con le sue sigle alleate correrà una corsa separata rispetto a quella di Sinistra Comune. Lo strappo si è consumato nella serata di martedì quando la delegazione del Pd ha disertato l’incontro di coalizione, facendo capire che non c’era più dialogo. Nella giornata non poteva esserci la vicendevole recriminazione sui motivi che hanno portato alla rottura.
Da una parte c’è appunto Sinistra Comune che spiega come «il risultato dell’estenuante trattativa per tenere unito il centro sinistra per il momento sono le sedie vuote di ieri sera (martedì, ndr) lasciate dal Pd che non si è nemmeno presentato - fanno sapere in una nota - nessuno degli esponenti dei partiti che fanno parte di Sinistra Comune ha avanzato la propria candidatura, per evitare che ci si potesse dividere: tutti i nostri ex amministratori hanno fatto un passo indietro. Abbiamo prima proposto come candidato unico di tutta la coalizione Fabio Zinzio il quale, non avendo incontrato i favori del Pd, ha ritirato la sua candidatura. A questo punto abbiamo chiesto di tornare sulla nostra proposta originaria, convergere cioè su uno dei candidati civici del 2019, scegliendo Francesco Mauro, in quanto già scelto dal Pd appena due anni fa».
Una ricostruzione che però i democratici rifuggono. «Avevamo dato disponibilità a discutere a 360 gradi della candidatura - fanno sapere dalla segreteria paesana del partito - purché non ci fossero veti su nomi del Pd (due su tutti quello di Damasco Rosi e Simona Barsotti, ndr). Purtroppo i veti ci sono stati in 50 giorni di trattativi, non su un singolo esponente, che sarebbe stato comunque incomprensibile: ci è stato comunicato che per Sinistra Comune non era possibile sostenere la candidatura di un esponente nostro, chiunque fosse. Anche perché il Pd non aveva fatto né tantomeno imposto nomi, compreso quello di Rosi che è un esponente di riconosciuto prestigio anche al di fuori del perimetro del partito. Si sono rifiutate persino le primarie, che noi abbiamo proposto da subito, che è il modo democratico e logico di dirimere le discussioni. La verità è che dietro il paravento di Sinistra Comune ci sono due partiti comunisti che sono vincolati da una logica nazionale di opposizione sistematica al centrosinistra. Ne dobbiamo prendere atto».
Insomma la coalizione sembra definitivamente spaccata sulla candidatura e già nei prossimi giorni si avranno i nomi di coloro che guideranno le rispettive coalizione. Sul Pd il nome sembra ormai quello di Damasco Rosi.
Se dovesse concretizzarsi l’ipotesi della candidatura di Federico Pierucci, i candidati del centrosinistra salirebbero dunque a tre perché Sinistra Comune ha già un nome tra le proprie fila che vorrà spendere e ufficializzare forse già alla fine di questa settimana. E i giochi per il centrodestra si fanno più semplici: basta trovare il candidato. —
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