Sicurezza
«I mafiosi allevano le nuove generazioni»
viareggio. La giornata di ieri, per la Fondazione Caponnetto, è stata anche l’occasione per presentare il proprio report sulla presenza della criminalità organizzata in provincia di Lucca. Un report consultabile sul sito della Fondazione che è un bel riassunto di tutte le indagini più importanti e delle valutazioni che gli inquirenti toscani fanno sulla situazione dei territori che compongono una provincia in cui negli anni si sono contati 31 gruppi criminali mafiosi (13 clan della camorra, per i casalesi sono presenti le famiglie Bidognetti, Russo, Schiavone e Iovine, sei della criminalità organizzata siciliana, 11 della ‘Ndrangheta e la banda della Magliana) via via coinvolti in fatti accaduti nella provincia.
Il report della Fondazione ricorda la relazione della Dia per il primo semestre 2020, relativamente alla Toscana: «Di rilievo è la presenza di soggetti contigui alle consorterie camorristiche, in alcuni casi frutto di trasferimenti avvenuti nei decenni addietro da parte di interi nuclei familiari (per libera scelta o in forza di provvedimenti giudiziari) che poi, nel tempo, si sono radicati nel territorio toscano e hanno continuato, con le nuove generazioni, a operare nei diversi mercati illeciti o dell’economia legale, mantenendo comunque legami con le famiglie e con le consorterie nella terra di provenienza. Certe presenze sembrano concentrarsi nell’aretino, a Prato, in alta Maremma e in Versilia dove in particolare si registra la presenza di soggetti legati a famiglie di Casalesi». —
D.F.
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