Il Tirreno

Versilia

Lutto 

Forte dei Marmi piange Sancho, l’ultimo “povero ma bello”

Angelo Petri
Forte dei Marmi piange Sancho, l’ultimo “povero ma bello”

Il suo nome all’anagrafe era Claudio Giusti ed è stato simbolo di una generazione Sentito addio dell’amico Vasco Franceschi. Domani a Vaiana messa in suffragio

3 MINUTI DI LETTURA





FORTE. E così se n’è andato anche Sancho, l’ultimo dei “poveri, ma belli” della Forte dei Marmi di tanti anni fa, l’emblema di una generazione di fortemarmini che hanno fatto la storia della cittadina. All’anagrafe si chiamava Claudio Giusti, le lancette dell’età segnavano quota 86, ma a chiamarlo con il suo vero nome si rischiava di non far capire chi si intendesse davvero ad ogni fortemarmino doc. Un personaggio di quelli veri, in bianco e nero, ma un vero protagonista del Forte ruggente degli anni Sessanta. Un personaggio che non solo rappresenta un buon ricordo nella mente di molti concittadini ma anche un pezzo vero e proprio della nostra storia.

Una compagnia di amici, la sua, fortemente legati fra loro, che andava dai fratelli Renato ed Enis Salvatori, a Cutterino alias Luciano Luciani, ad Ennio Barberi, a suo fratello Manlio Giusti e a tanti altri aitanti ragazzi del tempo che furoreggiavano in spiaggia e in Capannina.

«Sancho – come ricorda Vasco Franceschi, ormai testimone di questa Spoon River fortemarmina - era anche molto legato al mitico Nevio Franceschi, con il quale condivideva alcune attitudini, e dal quale riceveva sempre molte considerazioni, apprezzamenti e anche sostegno. Finiti i tempi d’oro, Claudio ha passato gli ultimi anni della sua vita in semplicità e in maniera piuttosto defilata. Chi lo conosceva da anni era solito incontrarlo, quando scendeva in centro, dalla sua casa in Vaiana, e magari approdava (fin che ci sono state, ndr) alle poltrone di Lieto per la sua inimitabile barba e capelli. Ed erano proprio quei momenti che agli avventori di Lieto non mancava l’occasione di rammentare i vecchi tempi, tanti vecchi amici e infiniti episodi, specie per chi, come Sancho, di quelle notti versiliesi era stato un grande protagonista».

Una tessera colorata di quel mosaico che raffigura e testimonia, ancora oggi, nel ricordo, le notti ruggenti del nostro paese: «Sancho si era ritirato da tempo dalla vita comunitaria - ricorda ancora Franceschi – ma sapevamo che c’era e tanto ci bastava, perché era uno degli ultimi testimoni oculari di un periodo glorioso di Forte dei Marmi. Certo non lo si vedeva più come un tempo, e più di una volta, abbiamo tremato alle notizie della sua precaria salute. Grazie alla sua tempra fisica, però, alla fine, Sancho era sempre riuscito ad andare avanti. Da oggi ci dovremo abituare a non averlo più tra noi, ma non per questo scomparirà dalla storia del Forte e dai nostri ricordi e sentimenti». E Sancho, potrà, finalmente riprendere anche quella partita al biliardo col Boldrini o con il ragionier Sesti, interrotta anni fa per la loro scomparsa, e perché no riprendere la partitina a bridge con Domè del Barberi o il Capitano Santini, anche loro andati via troppo presto.

«Domani mattina alle 10,30, nella chiesa di Vaiana, verrà celebrata la messa in suo suffragio - ha concluso Franceschi - e spero che i fortemarmini ci saranno a dare un ultimo saluto a chi ha fatto parte della loro storia». —

Angelo Petri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca