Il dolore
Allerta meteo e viale chiuso La protesta di turisti e gestori dei chioschi
«Nel contratto con il Comune non è previsto che la strada rimanga bloccata ogni volta che c’è maltempo Serve manutenzione alle piante»
viareggio. Pomeriggio di caos, nel pomeriggio di martedì, quando il viale dei Tigli è stato chiuso all’improvviso per l’allerta meteo diramata dalla Regione. Decine di camperisti si sono ritrovati all’ingresso della strada che attraversa la pineta di Levante senza avere la minima idea di quale fosse la viabilità alternativa per raggiungere i camping lungo il viale e la frazione di Torre del Lago.
«È l’ennesima chiusura all’improvviso», racconta Domenico Calsabianca che con la moglie Lidia Russo gestisce il chiosco “L’Oste matto”, attività giovane e bel punto di riferimento anche per chi è in vacanza in campeggio, stranieri compresi. «Nel contratto di concessione, però», sottolinea il ristoratore, «non c’è scritto da nessuna parte che rischiamo di perdere intere giornata lavorative perché il viale dei Tigli viene ripetutamente chiuso senza alcun avviso». Già. Perché le attività lungo la strada rimangono tutte aperte. E se fosse messo per scritto che si deve fare i conti con le chiusure improvvise dei viale, chi si avvicina a queste concessioni si farebbe due conti in tasca preventivamente.
Attività lungo il viale dei Tigli lasciate a loro stesse, a fare i conti con le zanzare, l’erba alta (nonostante il taglio, avvenuto con molto ritardo quest’anno), i fossi invasi dalla vegetazione, i ponticelli di accesso ai chioschi che sono stati rifatti – non tutti, però – e qualcuno già “zoppica” nuovamente. «Ho già dovuto richiamare il giardiniere», sottolinea Calsabianca, a mie spese, per l’esterno del locale».
Sola una delle attività commerciali è dotata di metano. Le altre, tutte legate alla ristorazione tranne l’attività di ciclonoleggio che è fondamentale per questo tratto di pineta e di città, devono fare i conti con le bombole di gas da cucina. Il che impedisce l’utilizzo delle griglie che non possono utilizzare questo tipo di gas, ma solo elettricità o metano.
Se non bastasse, non c’è allaccio alla fognatura per i chioschi lato monte. Che devono dividersi la fossa biologica.
Eppure non è difficile considerare anche il tratto di pineta di Levante che da via Virgilio al semaforo pedonale alla stregua di parco cittadino, così come accade per quella di Ponente. E adeguare i servizi allo standard richiesto da attività che attirano decine e decine di persone e che sono un valore per l’offerta turistica viareggina. Adeguare i servizi, per esempio, di raccolta rifiuti: i contenitori lungo il viale dei Tigli che servono alle attività si riempiono velocemente e sono troppo pochi. Il contenuto trabocca e diventa il luogo preferito per gabbiani e cinghiali, uno dei quali – nei giorni scorsi – caricava il personale di un chiosco che doveva conferire ai bidoni carrellati i sacchi riempiti nel corso della serata.
Destinare gli incassi delle concessioni e di quanto altro i chioschi pagano al Comune per iniziare a risolvere alcuni dei problemi – prima di tutto la manutenzione costante degli alberi (prima di dover “risolvere” con i brutali abbattimenti) – non è missione impossibile per un Comune turistico. —
D.F.
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