Sicurezza
Parco, si è insediato il presidente Lorenzo Bani
Alla cerimonia spicca l’assenza polemica del sindaco di Viareggio Del Ghingaro I programmi futuri: «Il Parco non è un santuario ma una opportunità di sviluppo»
viareggio. Un parcheggio esterno per impedire l'ingresso di auto. Un museo per raccogliere i pezzi di una storia che ne fanno una delle aree naturali più importanti d’Italia. E poi eventi ed iniziative sull’esempio della Versiliana, il recupero del patrimonio immobiliare da mettere a disposizione anche di start-up e aperture per trasformarlo in un luogo sempre accessibile. Sviluppo e sostenibilità ambientale saranno i pilastri che accompagneranno il Parco di San Rossore nel futuro. Queste le idee che il neo presidente dell’Ente Parco, Lorenzo Bani, cercherà di portare avanti con l’obiettivo di avvicinare al Parco sempre più cittadini e turisti.
«Il Parco non è un santuario – dice – ma un’opportunità di sviluppo. Tutti devono avere la possibilità di viverlo, nel pieno rispetto delle regole e dell’ambiente. Quello del futuro sarà un Parco delle comunità e punto di riferimento per i cittadini e per il turismo ambientale».
Potenziamento delle attività agricole e dell’ippodromo, due dei punti che Bani proverà a concretizzare durante il suo mandato insieme ad un piano di sviluppo che passa da una maggiore fruibilità. «Non possiamo solo vietare. Il Parco è dei cittadini e vorrei renderlo sempre più aperto, coniugando sostenibilità ambientale e sviluppo, fruibilità e rispetto della natura, valorizzandolo in tutta la sua ampiezza», ripete il neo presidente a margine della cerimonia di insediamento a cui hanno partecipato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, i sindaci di Pisa e Vecchiano, Michele Conti e Massimiliano Angori, e l'assessore all’ambiente del Comune di San Giuliano Terme, Filippo Pancrazzi. Ma a fare rumore è stata soprattutto l’assenza del sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro (ne parliamo a parte a pagina 6).
Nel futuro il Parco non sarà probabilmente più accessibile con auto e mezzi privati, da lasciare in un grande parcheggio da realizzare su un’area demaniale dove saranno collocate stazione di bike-sharing e messi a disposizione altri mezzi per raggiungere il Parco. Un’idea da affiancare alla realizzazione di un museo, allo sviluppo di una serie di iniziative ed eventi e alla riqualificazione del patrimonio immobiliare anche per ospitare start-up e giovani imprese. «Si può fare del Parco il più grande laboratorio per le tecnologie ambientali e sostenibili», l’auspicio di Mazzeo. «L’ambiente e il Parco non vanno visti come vincolo, ma come opportunità di crescita sostenibile – continua Mazzeo –. Un patrimonio ambientale che deve essere sempre di più accessibile e fruibile nel rispetto dell’equilibrio naturale. Anche per questo mi sono posto l'obiettivo di far sì che la Regione possa avere nella villa del Gombo uno dei luoghi con cui relazionarsi con i cittadini che vivono sulla costa tirrenica. Un segnale concreto per costruire una Toscana diffusa e superare le differenze, in termini di crescita e di servizi». Per il sindaco Conti è invece necessaria «un’alleanza tra sindaci per avviare un percorso di sburocratizzazione e di sviluppo per superare l’immobilismo». «C'è tanto da lavorare – dice –. Occorre risolvere molte questioni aperte da troppo tempo, dal litorale a quelle urbanistiche». Sfide che secondo il sindaco di Vecchiano «il nuovo presidente e il nuovo consiglio direttivo sapranno affrontare». —
Danilo Renzullo
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