Finanza
Il Comune regolamenta cene e feste nei bagni: ecco cosa è consentito
Il sindaco Murzi prova a mettere ordine su un argomento da anni oggetto di dibattito e molto scivoloso ora che ci sono le normative anti-Covid
forte dei marmi. Cos’è una cena e cos’è una festa: se lo sono chiesti in questi giorni i balneari di Forte dei Marmi, ovviamente quelli che hanno più a cuore i servizi accessori di ristorazione, in grande spolvero anche per l’arrivo di tanti nuovi imprenditori. E non si pensi che sia una domanda retorica, né tantomeno un’indagine lessicale, ma in questo primo mese di validità dell’apposita ordinanza del sindaco Bruno Murzi, proprio questo tipo di interpretazione aveva impegnato diversi esegeti di questo provvedimento. E alla fine dall’Unione proprietari bagni, ieri mattina – come ha confermato il presidente Martino Barberi – hanno pensato bene prima di incorrere in interpretazioni troppo estensive o a malintesi, viste anche le sanzioni in ballo, di rivolgersi direttamente alla fonte. Facciamo, dunque, un passo indietro: puntuale come ogni anno ai primi giugno, il Comune di Forte dei Marmi aveva pubblicato l’ordinanza del sindaco che permetteva ad ogni stabilimento balneare cittadino di organizzare ben trenta aperture serali con somministrazione di alimenti e di bevande, praticamente, volendo, una sera sì e una no, nei sessanta giorni dell’alta stagione che vanno da luglio a agosto. Aperture che nel 2020, anno clou della pandemia, erano state invece leggermente ridotte di numero.
«Vista la richiesta di chiarimenti presentata dall’Unione proprietari bagni Forte dei Marmi – ha spiegato, dunque, il sindaco nella sua nuova ordinanza di ieri mattina – abbiamo ritenuto opportuno offrire chiarimenti sulla nozione di “festa” e di “cena” onde evitare interpretazioni non corrette e differenti tra di loro. Con la dicitura “cena” – spiega perciò la nuova ordinanza – si intende la somministrazione di alimenti e bevande anche con accompagnamento di collaterale e secondario evento (sempre nel rispetto delle regole sanitarie per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 e quale a mero titolo esemplificativo: intrattenimento danzante, intrattenimento musicale, sfilata di moda, esposizione di opere d’arte, serata di beneficenza) con un numero di partecipanti non superiore ai 200. Con la dicitura “festa” si intende invece un intrattenimento serale, anche senza cena, quando sono presenti entrambi i requisiti: numero di partecipanti superiore ai 200, montaggio di appositi palchi, pedane, piattaforme per esibizioni, attrezzature comunque denominate diverse da quelle normalmente presenti presso lo stabilimento balneare che necessitano di specifica autorizzazione». Detto questo Murzi, nella sua nuova disposizione precisa chiaramente che non sono in ogni caso consentiti pubblici spettacoli cosi come definiti e regolamentati dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che comportano il pagamento di un biglietto d’ingresso. L’occasione della nuova ordinanza sindacale è servita poi a ribadire che tutte le aperture serali (dalle 20 alle 1,30) , sia che si svolgano “cene” sia che si svolgano “feste”, sono consentite a beneficio dei soli clienti degli stabilimenti balneari. Nel caso della “festa”, poi, deve essere inviata al Comune una richiesta almeno dieci giorni prima dell’iniziativa, mentre nel caso della “cena” deve essere effettuata solo una comunicazione scritta entro le ore 11 del giorno stesso in cui si svolgera.
Ribadite anche le sanzioni previste per chi omette o dimentica di fare le comunicazioni previste: da 25 a 5 euro con la possibilità di estinzione ridotta. Ben più pesante, invece l’effettuazione di un pubblico spettacolo senza aver richiesto ed ottenuto la prescritta autorizzazione che sarà sanzionato a norma di legge e in più vedrà la cessazione dell’attivita svolta in difetto di autorizzazione. —
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