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Versilia

il nodo 

A scuola il 15 per cento degli insegnanti non ha ancora fatto il primo vaccino

Cesare Bonifazi

Preoccupazione al provveditorato: «Difficile la ripresa della normalità nelle lezioni a settembre. Obbligo? Speriamo di no»

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Cesare Bonifazi

Viareggio. Scuola e virus. Il problema non è amletico ma concreto. Finora la scuola tra tutti i settori del Pubblico è stato quello più problematico. Basti ricordare che l’anno scorso di questi tempi tutta la discussione verteva sui banchi a rotelle. E invece i nostri studenti non hanno potuto fare altro che andare in Dad, didattica a distanza, a fasi alterne a seconda dell’andamento contagio. Una criticità che sembrava già parte del passato quando è iniziata la campagna vaccinale. Ma come le tutte le storie più avvincenti, niente va come te lo aspetti. I dati infatti che riguardano le dosi inoculate ancora non fanno ben sperare per una buona ripresa delle lezioni a settembre. Tanto per parlare di numeri, circa il 15 per cento del personale scolastico non ha ancora ricevuto la prima dose di vaccino. All’interno dell’85 per cento che invece ha deciso di aderire alla campagna, tuttavia, non tutti hanno fatto la seconda dose. Questo perché i dipendenti della scuola avevano diritto al vaccino Astrazeneca ma il farmaco è stato più volte contestato per alcuni presunti effetti collaterali. Tra gli appartenenti a questa categoria dunque, a giugno, quando per alcuni docenti sono scattati i tre mesi per fare il richiamo, in molti hanno preferito non presentarsi all’appuntamento. Secondo le ultime indicazioni, infatti, chi ha meno di 60 anni dovrà fare la cosiddetta "eterologa", ovvero riceverà per la seconda dose un vaccino diverso da quello con cui ha fatto la prima. Pfizer o Moderna, al posto di Astrazeneca.

Detto in cifre: dei 3550 lavoratori della scuola (composti da circa 2400 organico di diritto, 250 unità di rinforzi Covid, 900 supplenti e insegnanti di sostegno) esattamente 2744 hanno avuto la prima dose. Si scende intorno al 75 per cento quando si parla di seconda dose. Non da meno la situazione degli studenti: nella fascia d'età 12-19 (gli unici a cui può essere somministrato il vaccino) sono circa 1680 i vaccinati con prima dose su una popolazione di 10.944. Si parla dunque di appena il 15,4 per cento. Questo ovviamente ritarda l’immunità e nell’ambiente della scuola c’è un bel po’ di preoccupazione, a cominciare dai vertici.

«Non nego che questa situazione ci crea forti perplessità e preoccupazione per come potremo riprendere le lezioni - spiega la dirigente scolastica provinciale Donatella Buonriposi - Noi stiamo cercando in ogni modo di fare in modo che la scuola possa riprendere a settembre nella normalità. Ovviamente sollecito tutti a vaccinarsi, in particolari gli operatori scolastici. Ma bisogna anche riconoscere che di confusione ne è stata fatta su questa tematica, per cui comprendo le resistenze che ci possono essere tra i docenti. L’obbligo vaccinale? Spero che non sia necessario, mi sembrerebbe eccessivo». —

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