Gioco
Chiara, giovane consigliera: «Tra noi ragazzi si vive di nuovo lo spirito del palio»
Insieme ai ragazzi della contrada gestisce la parte del bar «Ci sono ore concitate ma insieme al gruppo facciamo squadra»
LA QUERCIA
«Disaffezione? Io credo che la “fame” di Palio sia t tanta dopo questi due anni senza manifestazioni che tutti, anche chi negli ultimi tempi si era un po’ allontanato, oggi si ritrova con la voglia di tornare a vestire questi colori. Si è capito che la contrada non è qualcosa da dare per scontato».
A parlare è Chiara Luisi, 26 anni. Tamburina nella Quercia, già dallo scorso weekend è uno dei giovani volti sorridenti che alla sagra della contrada bianconera – che proseguirà anche in questo fine settimana per poi ripetersi anche nelle serate del 16, 17 e 18 luglio – è possibile trovare dietro al bancone del “Bar Oak” (quercia, appunto, in inglese).
«È una parte della nostra sagra che gestiamo quasi interamente noi giovani – racconta – e di cui andiamo orgogliosi. Ci siamo ritagliati questo spazio dove ci occupiamo di tutto, dalla gestione dell’inventario al servizio durante le serate: ci divertiamo e siamo una squadra unita che già si ritrovavano negli allenamenti del gruppo musici». L’entusiasmo, nelle parole di Chiara, è palpabile. E non è un caso: lei è una di quei giovani nati con i colori della contrada cuciti addosso. Anche se in realtà avrebbe potuto prendere anche una strada del tutto diversa.
«Mio babbo Alberto è consigliere del Pozzo ma quando ero piccola non era così legato alla sua contrada mentre mia mamma, pur non essendo una contradaiola attiva, mi ha portato a vestirmi con la Quercia il giorno del Palio fin da quando avevo tre anni. Crescendo ho maturato amicizie strette, anche per via della scuola, così a 12 anni ho iniziato a suonare come tamburina e a dare una mano alla sagra. Mi sono fatta tutta la gavetta, partendo dallo sparecchiare i tavoli, ma l’ho sempre vissuto come qualcosa di divertente. Con il mio gruppo era un modo come un altro per stare insieme. Anche se intanto imparavamo quello che c’era da fare dai più grandi, da quelli che ad esempio già lavoravano nelle cucine e gestivano le comande. Fino a quando poi c’è stato bisogno di occuparci del bar e ci siamo fatti avanti. E ancora oggi non manchiamo di divertirci: certo ci sono quelle 2 ore in cui non puoi tirare il fiato, però stiamo bene».
Oggi, a soli 26 anni, Chiara è la più giovane consigliera della Quercia. «Una responsabilità che ho accettato volentieri ed è un motivo d’orgoglio per me accettare quest’incarico non è stata una scelta difficile, direi più un passaggio naturale: sono cresciuta con questi colori, suonando nel gruppo e venendo coinvolta dalla contrada in ogni manifestazione. Certo devo ancora imparare molto ma, un po’come succede in una grande famiglia, c’è sempre qualcuno disposto a darti una mano. Tra dieci anni? Non credo vorrò mai allontanarmi del tutto da questo mondo forse in futuro, quando non vivrò più con la mia famiglia e oltre a studiare dovrò fare i conti con il lavoro, gli impegni mi costringeranno ad allentare un po’. Ma per la Quercia sarò sempre pronta a dare una mano dove serve». —
G.B.
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