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Ceragiola, ok alla riapertura Il Pd: «Una scelta fuori luogo»
In commissione passa il provvedimento per il sito sopra Solaio, che ora dovrà avere l’ok degli altri enti
pietrasanta. Via libera alla riapertura della Cava Ceragiola. Cava, come noto, chiusa da decenni. A certificarlo l'ultima seduta della commissione urbanistica anche se l'indicazione dell'amministrazione Giovannetti dovrà ovviamente ottenere il via libera nelle sedi istituzionali preposte. «Una cava che da previsione prevede l’estrazione di ben 60mila metri cubi di marmo in dieci anni, con conseguenti importanti ripercussioni sulle frazioni di Castello, Vitoio e Solaio in termini ambientali e vivibilità. È stato appurata – fanno sapere Ettore Neri e Nicola Conti, Pd – la volontà politica di trasformare il sito in una cava attiva, scelta che spetta solo ed esclusivamente all’amministrazione comunale come ben spiegato durante la commissione. Ma i molti dubbi sorti durante la commissione non sono stati per niente risolti: innanzitutto non è chiaro come mai dopo tanti anni di abbandono, la cava Ceragiola diventi così appetibile per l’estrazione di “marmi per uso ornamentale”. Il vicino comune di Seravezza si sta muovendo per le aree contigue in modo opposto, riducendo o addirittura chiudendo la coltivazione di cave per una vera tutela ambientale del sito, dentro e fuori dalle aree contigue del Parco delle Alpi Apuane ed ha escluso dal sistema estrattivo sia il sito de La Cappella che quello di Ceragiola».
L’amministrazione comunale «sta sottovalutando inoltre che l’accesso alla cava Ceragiola – aggiungono dal Partito Democratico – è possibile solo dal territorio comunale di Seravezza, passando da Corvaia, senza valutarne la possibilità o gli effetti prodotti. Aprire una cava, come noto, significa predisporre tutta una filiera di controllo a partire da nuovi uffici comunali che sono i medesimi che si abbia una o dieci coltivazioni attive. Anche questo aspetto, che abbiamo sollevato durante la commissione, non ha avuto alcun riscontro. L’amministrazione comunale sembra come sempre muoversi avulsa dal contesto ambientale e territoriale che la circonda, non considerando che prima o poi i nodi verranno al pettine e forse altri dovranno gestire scelte completamente fuori luogo allo stato attuale». —
L.B.
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