La manifestazione
Dà fuoco alla macchina del rivale in amore
Marito geloso condannato a otto mesi per danneggiamento. Invia un sms al rivale in cui annuncia di bruciargli l’Audi A3
Luca Tronchetti
Camaiore. Scopre che la moglie ha una relazione con un collega di lavoro e fuori di sé dalla rabbia prima gli invia una serie di sms minacciosi, poi lo incontra fuori dalla ditta e infine appicca il fuoco alla macchina nuova del costo di trentamila euro di proprietà del rivale in amore. Una storia estiva di tradimento conclusasi con un inatteso lieto fine: perché la coppia in questione, dopo un periodo di riflessione, è tornata a vivere insieme. Unico problema la condanna per danneggiamento del marito “tradito” avvenuta di fronte al giudice Nidia Genovese: otto mesi di reclusione con i benefici di legge e una provvisionale di diecimila euro. Nei guai è finito un commerciante ortofrutticolo non ancora cinquantenne residente in Versilia. Era accusato di aver cosparso di liquido infiammabile l’abitacolo dell’Audi A3 bianca acquistata un paio di mesi prima di proprietà dell’operaio di 36 anni, anche lui residente in Versilia, parcheggiata su una strada che porta all’azienda del comune di Pescaglia in cui lavora l’uomo ritenuto l’amante della moglie. Oltre al danneggiamento seguito da incendio il commerciante era accusato di minaccia per aver inviato alcuni sms all’antagonista in amore dal tenore non proprio amichevole. “Ti mando all’ospedale: so dove abiti, ti do fuoco alla macchina e alla moto”. Per l’accusa in una circostanza lo avrebbe pure affrontato all’uscita dal lavoro. Una vicenda che risale al periodo che va dall’agosto al settembre 2014. Tra la moglie del commerciante e l’operaio, quasi coetanei e colleghi di lavoro, scoppia improvvisa e incontenibile la passione. Ma i due amanti finiscono per venire scoperti dal marito di lei che fuori di sé dalla gelosia, venuto a conoscenza del numero di cellulare dell’amico della moglie, lo tempesta di frasi minacciose e gli promette di bruciargli la vettura. L’operaio, impaurito, lascia spesso l’Audi A3 bianca, appena acquistata, in garage e si fa accompagnare sul luogo di lavoro a Pescaglia. Il 9 settembre 2014 però parcheggia la vettura in una strada non troppo distante dal lavoro e poi sale sulla macchina di un collega per andare in ditta. E in quel frangente che, stando all’accusa, il marito tradito – che costringe la moglie a licenziarsi e per un certo periodo si allontana con lei dalla Versilia – cosparge di liquido infiammabile la berlina tedesca e appicca il fuoco all’abitacolo. I pompieri giungono sul posto per spegnere le fiamme e in quel frangente passa nella zona anche il fratello dell’operaio che riconosce l’auto del congiunto, si ferma e riferisce a vigili del fuoco e carabinieri delle minacce ricevute via sms dal consanguineo che aveva conservato i messaggi. Gli inquirenti incriminano il commerciante che in aula respinge l’addebito. E lo fa pure la moglie, nel frattempo tornata a vivere con il coniuge, che nega persino la relazione con l’operaio. Quegli sms e altri elementi probatori per il giudice sono più che sufficienti per emettere la sentenza di condanna. –
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