Sicurezza
«Temiamo che si crei uno scontro diretto tra cavatori e ambientalisti»
Il mondo degli attivisti in difesa della montagna si divide e smorza i toni. Da Apuane libere si confermano le tensioni sul Corchia e sul Sella
Stazzema. «Questo scontro fra cavatori e ambientalisti non ci piace». Eros Tetti dell’associazione “Salviamo le Apuane” smorza i toni che sono diventati quelli dello scontro dopo le iniziative del fine settimana. «La radicalizzazione delle parole non ci piace e non è nel nostro stile. Vogliamo capire cosa sia successo oggi sulle Apuane fra cavatori ed altri», dice il rappresentante di Salviamo le Apuane. «In ogni caso e in ogni modo, il metodo di Salviamo le Apuane è la nonviolenza. Certo, appoggiamo tutte le battaglie a favore delle Apuane perché tutto è utile se non è estremistico e ideologico. Tuttavia, Salviamo le Apuane, che da 11 anni si batte contro la monocoltura del marmo, ha avuto tempo e modo di verificare tutte le tipologie di azione. Dalle manifestazioni, alle passeggiate, ai flash mob, alle denunce legali, e oggi siamo convinti che le cave si chiudono solo con la politica e con l'economia». Secondo Tetti «chiudere le cave si potrà se si riuscirà a far capire a chi governa che una conversione dalla monocoltura del marmo a un'economia sostenibile è possibile e vantaggiosa». Il timore è quello che si arrivi a tensioni e scontri tra ambientalisti da una parte, imprenditori e lavoratori dall’altra. «Temiamo e combattiamo il fatto che si crei uno scontro diretto fra cavatori e ambientalisti», è la risposta ai toni usati da Apuane Libere. Il presidente di questa organizzazione, Gianluca Briccolani, ha denunciato di essere stato aggredito verbalmente da alcuni cavatori sul passo Sella, tanto che il suo cellulare è caduto per terra e si è interrotta la diretta Facebook. Anche sul Corchia gli ambientalisti, che volevano raggiungere la cima, hanno trovato ad attenderli la “catena umana” organizzata dai cavatori, intenzionati a difendere il loro lavoro da quelle che ritengono strumentalizzazioni eccessive. Intanto ieri Apuane Libere ha rinnovato «la stima e l’ affetto al responsabile di LegaAmbiente Versilia per la brutalità con la quale è stato "accolto" sul Corchia, la stessa che "i pacifici" hanno riservato al presidente di Apuane Libere al passo Sella: a lui è stato urlato "venti anni fa ti seppellivamo qui" », questa la denuncia dell’associazione affidata anche ai social. Al momento però non ci sono denunce anche se la polizia sta cercando di capire come sono andati i fatti sia sul Corchia che al passo Sella. —
S.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google