Attenzione
Escort a processo per violenza ed estorsione su un minorenne
VIAREGGIO. Un giovane dell’Est – che per un certo periodo ha vissuto anche nella provincia di Lucca – alla sbarra con l’accusa di violenza sessuale ed estorsione ai danni di un minorenne residente in Versilia. Di fronte al collegio giudicante composto dal presidente Nidia Genovese con a latere Alessandro Dal Torrione e Felicia Barbieri è iniziata l’udienza con l’imputato, che per un certo periodo è stato detenuto al carcere di Prato, che un anno fa in pieno «lockdown» si sarebbe approfittato del minorenne arrivando a chiedergli duemila euro in cambio della distruzione di un video che li ritraeva in atteggiamenti intimi. Alla fine il minorenne avrebbe pagato cento euro per la prestazione e avrebbe consentito al gigolò di prendere alcuni capi di abbigliamento e scarpe di proprietà del ragazzo.
Stando all’accusa il minorenne aveva incontrato il giovane escort su una chat di Instagram e il ragazzo dell’Est era riuscito a circuirlo a tal punto che alla fine i due si erano dati un appuntamento in Pineta. Ma a quell’incontro il giovane gigolò dell’Est non era solo. Aveva portato un coetaneo connazionale – anche lui indagato, ma la cui posizione è stata stralciata perché inizialmente era irreperibile prima di essere stato individuato in Veneto – e il minore era stato fatto oggetto di uno stupro. E proprio in quella circostanza che era stato filmato e fatto oggetto di minacce estorsive per evitare di diffondere quel filmato compromettente.
I carabinieri, dopo la denuncia presentata dal ragazzo, arrivarono alla cattura e all’arresto del giovane dell’Est che, in incidente probatorio, ha sempre negato l’addebito e attraverso i suoi legali ha sempre definito come «consenziente» il rapporto sessuale avuto con l’adolescente. Minore che, sempre stando alla difesa, aveva cercato l’approccio attraverso un sito specializzato e non viceversa. Per i suoi legali il giovane dell’Est non è un soggetto privo di scrupoli raffigurato nell’ordinanza di custodia cautelare emessa il 30 maggio scorso dal gip. Ma era solo un escort, un gigolò a cui il minorenne si era avvicinato utilizzando un profilo fake e chiedendo il costo delle sue prestazioni.
Il codice penale considera un rapporto consensuale come una violenza quando il minore ha un’età inferiore ai 14 anni oppure se ha un’età tra i 14 e i 16 anni nel caso in cui il maggiorenne abbia una posizione dominante. E in questo caso la presenza di due giovani ultra ventenni per la procura siamo di fronte a una violenza sessuale consumata.
L’indagine, condotta dal sostituto procuratore Sara Polino, venne affidata ai carabinieri e successivamente si è tenuto, di fronte al gip Riccardo Nerucci, un incidente probatorio durato diverse ore e nel corso del quale la vittima ha confermato parola per parola quanto già verbalizzato dai carabinieri.
Il processo iniziato nella giornata di ieri proseguirà a settembre quando saranno ascoltati i testimoni dell’accusa. —
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