Il Tirreno

Versilia

L’indagine sui rifiuti delle concerie  

I pozzi di via Duccini non sono “avvelenati”

Sabrina Chiellini
I pozzi di via Duccini non sono “avvelenati”

Ma nei terreni ci sono cromo e antimonio riconducibili al Keu: le indagini e i controlli su tutta l’area vanno avanti

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Massarosa. Nessun pericolo per i pozzi privati che si trovano nell’area del terreno soggetto a recupero ambientale gestito dalla ditta “Ecogest srl” nel comune di Massarosa, in via Duccini che presentano sempre valori inferiori alle soglie di contaminazione stabilite dalla norma per le acque sotterranee. I timori legati a possibili danni ambientali e per la salute, dopo che le indagini della Dda di Firenze hanno svelato che nell’area di cantiere, non molto distante dal lago di Massaciuccoli tutelato dal punto di vista ambientale, sono stati scaricati 3. 300 metri cubi di Keu (lo scarto delle attività delle concerie del distretto di Santa Croce sull’Arno). I dati comunicati in questi giorni da Arpat alla Regione servono per dare una lettura sulle condizioni del sito in termini di criticità. Già dal 2019 erano stati campionati in questa area due cumuli provenienti dalla ditta Lerose di Pontedera, produttrice del rifiuto e finita al centro dell’inchiesta con i due impianti che fanno riferimento alla società, quello di Pontedera, oggetto di controlli e sequestri anche nel 2018, e quello di Bucine Basso. Il cantiere edile dove è finito il Keu era gestito da Mp Smaltimenti, mentre il permesso a costruire era stato rilasciato al Consorzio insedia menti produttivi di Montramito. In un sopralluogo di due anni fa erano stati trovati cumuli di terreni non conformi. Poi è stato accertato il conferimento di altri 3. 300 metri cubi dalla stessa provenienza. L’analisi dei cumuli ha rivelato il superamento della soglia di contaminazione per il cromo e l’antimonio nei terreni. Il 9 giugno scorso è stato effettuato un sopralluogo ulteriore per il campionamento e le successive analisi di due pozzi di privati che ne avevano fatto richiesta e due pozzi individuati da Arpat. I risultati sono tutti al di sotto della soglia di contaminazione delle acque sotterranee, relativamente ai metalli traccianti della contaminazione da Keu. Intanto al Comune è stato chiesto di acquisire informazioni sul destino dei due cumuli campionati e non conformi. Così come dovranno essere individuate aree di deposito degli altri 3. 300 metri cubi. È stato inoltre chiesto al Comune di emettere un provvedimento per fare campionamenti e analisi dei materiali scaricati in via Duccini e lo smaltimento delle terre non conformi. È stato concordato con il consulente della ditta proprietaria dell’area un piano di campionamento delle acque di superficie e dei fossi adiacenti all’area finita negli atti dell’inchiesta. Nel frattempo, l’11 giugno, su mandato della Procura sono state effettuate altre analisi specifiche. –

Sabrina Chiellini

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