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La Fondazione: «Fondamentali per noi i contributi pubblici»

Donatella Francesconi

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torre del lago. Le firme in calce sono quelle del presidente della Fondazione festival Pucciniano, Maria Laura Simonetti e del direttore Franco Moretti e il documento ha per titolo “Dichiarazione in merito alla garanzia di stabilità finanziaria” della stessa Fondazione. È quanto avevano richiesto i revisori dei conti del Comune di Viareggio in merito all’ulteriore somma, di oltre un milione, richiesta dalla Fondazione all’Ente pubblico viareggino alla vigilia del sipario che si va ad alzare sulla stagione lirica 2021.

Una dichiarazione, quella di Simonetti e Moretti, che vale la pena di leggere a partire dall’ultima affermazione: «Lo stato finanziario di Fondazione Festival pucciniano è tale da assicurare la prosecuzione delle attività programmate, ferma la determinante funzione dei contributi pubblici».

Insomma, senza i denari dei cittadini tutti, compresi quelle toscani perché importanti contributi arrivano dalla Regione, stagione lirica e attività connesse non starebbero in piedi. Contributi pubblici che, per il bilancio preventivo 2021, ammontano a ben tre milioni e 690mila euro.

Nel documento-garanzia si legge che – stante quanto affermato sui contributi pubblici – «la Fondazione chiude i propri bilanci in sostanziale pareggio ininterrottamente dal 2015». Inoltre, «il bilancio consuntivo 2020, approvato in data 7 giugno 2021, evidenzia un risultato di esercizio positivo di 2.182 euro.

A fronte dei quali – i conti hanno il pregio di parlare chiaro – rimane, come dallo stesso consuntivo 2020, «debiti esigibili per 7 milioni e 273.893 euro, con una riduzione rispetto al 2019 di 821.211 euro».

La convinzione che la Fondazione possa farcela è dettata anche dal fatto che «tale riduzione è stata registrata anche negli anni precedenti e denota la capacità della Fondazione di ridurre costantemente l’indebitamento causato , tra l’altro, dalla sottoscrizione dei mutui per la realizzazione del Gran Teatro (inaugurato nel 2008, ndr) e delle infrastrutture a esso connesse». Niente si dice, però, sulla prospettiva – che la Fondazione dovrà pure avere – in merito alla riduzione di un debito che rimane comunque pesante.

E viene da chiedersi – perché è un tema che ritorna ogni volta che la politica affronta il tema delle Fondazioni culturali viareggine (a proposito delle quali rimane senza risposta la domanda che ne è stato di “Rosetta”?) – se il Pucciniano abbia o meno una prospettiva di autonomia finanziaria da raggiungere prima o poi in un arco di tempo più o meno lungo.

Oggi se ne discute in consiglio comunale, dove va al voto l’atto per l’ulteriore contributo del Comune alla Fondazione presieduta da Simonetti, in un dibattito molto atteso. —

Donatella Francesconi

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