Il Tirreno

Versilia

il caso 

I flash disturbano la deposizione delle uova della tartaruga

Luca Basile
I flash disturbano la deposizione delle uova della tartaruga

Un esemplare di Caretta ha tentato di fare il nido due volte tra Marina di Pietrasanta e la spiaggia di Forte dei Marmi

2 MINUTI DI LETTURA





Luca Basile

Forte dei marmi. Ci ha provato. Due volte. Poi, alla fine, ha desistito. Forse perchè sul suo cammino ha incontrato un ingombro. O forse ancora perchè impaurita dai telefonini - c'è un video che rimbalza su whatsapp che dà l'idea del contesto - e dalle grida dell'intorno. Il caso della tartaruga Caretta caretta che nel breve volgere di poche ore ha tentato di depositare le proprie uova sulla spiaggia di Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta impone una riflessione. Anzi, un vero e proprio appello come quello lanciato da Yury Galletti, per conto di Legambiente Toscana.

«Se vi imbattete in un'esemplare di questa specie, oppure individuate le sue tracce è opportuno non disturbatela (non usare flash o altre fonti luminose), non avvicinatevi e non coprite le tracce. È fondamentale telefonare al più presto alla Capitaneria di porto al numero 1530. È molto fragile, va protetta. La tartaruga ci mette anche quattro o cinque ore per nidificare, ma lo deve fare in condizioni di estrema tranquillità. Quello che, evidentemente, non ha trovato intorno a sé».

Domenica notte una tartaruga marina Caretta caretta, la più comune del mar Mediterraneo, «ha effettuato due tentativi di deposizione nella zona tra Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta. Già dalla notte sono stati controllati i siti da parte del Wwf di Massa e del gruppo Tartawatchers di Legambiente, che hanno verificato la presenza delle tracce lasciate dall’animale, ma non hanno individuato alcun nido. Evidentemente la tartaruga - spiegano da Legambiente - è stata disturbata dalle numerose persone che si sono avvicinate e si è allontanata prima che potesse deporre le uova».

Questa attività di monitoraggio e controllo rientra in un più ampio progetto di ricerca su nidi autorizzato dal Ministero per Transizione Ecologica, il cui gruppo di lavoro è rappresentato dal Museo di Storia Naturale enti universitari, Arpat, Legambiente Pisa e comunque tra le attività previste dall'Osservatorio toscano per la Biodiversità.

«La Caretta caretta - precisa Galletti - è una specie vulnerabile, che subisce la minaccia della riduzione degli habitat di nidificazione. Da alcuni anni nidifica lungo le coste della Toscana, ma non si era mai spinta così a nord. Il fatto che abbia scelto la spiaggia della Versilia è elemento di un significativo interesse e di ricerca. Ecco perché diventa fondamentale non disturbarla, non trattarla come un fenomeno da filmare, non fare scene rumorose intorno. I bagnini che hanno collaborato con noi in queste ore, hanno dimostrato la sensibilità necessaria. La stessa che dobbiamo usare tutti per tutelare la tartaruga e far si che possa nidificare». —

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore