Sicurezza
Esplanade, l’emergenza Covid come occasione per crescere
Ieri l’inaugurazione del “Secret garden” dell’hotel a quattro stelle di piazza Puccini Becciani: «Non abbiamo mai chiuso, ma in questi mesi ci siamo rinnovati»
Cristina Bulgheri
Viareggio. Lo hanno ribattezzato “The Secret Garden”, ovvero “Il giardino segreto”. E se quello descritto da F.H. Burnett in quello che da sempre è uno dei libri cult della letteratura per l’infanzia, si presenta come un luogo chiuso a seguito di un triste episodio, lo spazio - che nel tardo pomeriggio di ieri è stato inaugurato sulla terrazza interna dell’hotel Esplanade - consegna invece agli ospiti della struttura diretta da Francesco Becciani e all’intera città un angolo dove ritrovarsi, frescheggiare, rilassarsi.
Dotato di bar e maxi schermo, il “Secret Garden” si profila come un “buen ritiro” dove godersi le tante manifestazioni sportive che si susseguiranno nel calendario estivo: dagli Europei di calcio al Tour de France alle prossime Olimpiadi, con la possibilità di sorseggiare anche solo un drink o degustare uno dei taglieri proposti dallo chef a partire dalle 18,30 fino a mezzanotte. In attesa delle iniziative (ad esempio serate a tema, presentazioni di libri etc), che il gestore Francesco Becciani sta mettendo a punto con il suo staff per far sì che il “giardino” sopraelevato, che impreziosisce il suo hotel, non sia poi così troppo segreto, ma diventi piuttosto un plus valore per l’albergo e per Viareggio.
Se è l’ultimo in ordine di tempo, l’allestimento del “Secret Garden” non è l’unico messo in atto da Becciani in questi mesi: approfittando del lockdown ha rinnovato un piano del suo albergo – alla ribalta anche televisiva per aver partecipato (con vittoria finale) alla trasmissione “I 4 alberghi” condotta da Bruno Barbieri – utilizzando peraltro materiali ecologici e antibatterici e prepararsi così alla ripartenza.
«In realtà – spiega Becciani – non abbiamo mai chiuso: il nostro è stato l’unico albergo a quattro stelle della Versilia a rimanere aperto anche nei mesi della pandemia: l’impegno era non fermarsi, soprattutto per rispetto dei lavoratori. Così ci siamo trasformati, adeguandoci alle nuove esigenze e “reinventarsi” per proporre un’accoglienza diversificata. Ad esempio abbiamo lavorato tre o quattro mesi con una clientela business, ospitando diversi professionisti stranieri impegnati nel settore della nautica, in particolare provenienti dalla Norvegia».
Nonostante ciò, i numeri rispetto agli standard pre-pandemia si attestano sul segno negativo: «Possiamo parlare in totale di un 27% in meno».
Da una parte il tentativo riuscito di non chiudere durante il lockdown, dall’altra la volontà di migliorare la struttura con ritocchi e ristrutturazioni, che non si fermeranno. «In ottobre – prosegue il direttore dell’hotel Esplanade – abbiamo in cantiere di trasformare e migliorare alcune delle nostre suite con l’aggiunta di piscine ad hoc per rendere più esclusiva la nostra offerta». Parola d’ordine: guardare avanti e mettersi in gioco. La ripartenza passa (anche) da qui. —
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