Il Tirreno

Versilia

Vigilessa finisce nel mirino social: il Comune farà partire le denunce

L.B.
Vigilessa finisce nel mirino social: il Comune farà partire le denunce

Raccolta firme su Facebook per licenziarla L’assessore Cosci: «Si è persa la misura» 

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il caso

La vigilessa «va licenziata». Diventa un caso la raccolta di firme, online, lanciata nella giornata di ieri in coda a un post su Facebook. Post dove si metteva sotto accusa il comportamento della polizia municipale a margine di una sanzione inflitta ad un cittadino.

«Sono allibito. Vergognatevi. Quanto scritto e quanto commentato su questa vicenda, passa adesso al nostro legale che valuterà se ci sono gli estremi per una o più denunce per diffamazione. Ma ci rendiamo conto a che punto siamo arrivati? All’istigazione all’odio sui social, dove si addita, con nome e cognome, una lavoratrice, a lanciare una raccolta firme per allontanare dall’incarico una dipendente, una donna, una persona che fa coscienziosamente il proprio lavoro. Il punto non è se sia simpatica o antipatica, ma la legittimità della sua azione così come di ogni altro vigile – è il pensiero dell’assessore Andrea Cosci – E su questo fronte non c’è discussione. Se poi qualcuno ha dei dubbi su una sanzione ha gli strumenti per agire, per tutelarsi, con un ricorso. Le motivazioni che si accompagnano a questa assurda raccolta firme, peraltro supportata da poche persone, sono ovviamente inaccettabili: chiedere poi al sindaco e alla polizia municipale di licenziare una nostra dipendente, di sostituirla, solo perché si limita ad applicare il codice della strada è qualcosa di allucinante. Quanto ho letto, appunto a motivazione della raccolta firme, è gravissimo: l’amministratrice della bacheca Pietrasantini docche, dove è stata condivisa questa inqualificabile petizione, si è impegnata a bloccare la raccolta firme: ne prendo atto. Anche il sottoscritto ha preso di recente due multe, una a causa dell’autovelox: come a tutti dispiace, ma quando si sbaglia, si paga. Non si cercano giustificazioni, non si dà la colpa a questo o quel vigile perché applica le regole: se rispettiamo il codice, problemi non ce ne sono. Un fatto è sicuro – rimarca Cosci – agiremo in ogni sede, se necessario, per tutelare la nostra vigilessa che ha la totale solidarietà, così come il Comando, della nostra giunta. E poi voglio dire basta, una volta per tutte, a questo ricorso ai social in modo indiscriminato e fuori luogo: le critiche, anche le più aspre, sono sempre ben accette, ma chi insulta e chi lede la professionalità altrui, deve pagarne le conseguenze». —

L.B.

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