Il dolore
Opa, terapia intensiva made in Seravezza
A realizzare il nuovo reparto è stata la BaldiPera con una ventina di persone: «Per noi è stata una sfida»
seravezza. Una ventina di maestranze fra operai, impiantisti, elettricisti, idraulici, imbianchini, muratori e installatori di infissi.
Tutti uomini dello staff della BaldiPera Srl, la giovane società di progettazione e costruzione che ha sede a Seravezza capoluogo, fondata da Veronica Baldi Galleni e Stefano Pera nel 2015. Va a loro l'orgoglio di aver costruito la nuova terapia intensiva dell'Ospedale del Cuore di Massa, inaugurata sabato 12 giugno dalla Fondazione Monasterio, che gestisce la struttura ospedaliera, dal sindaco di Massa Francesco Persiani e dal presidente della provincia Gianni Lorenzetti.
Veronica e Stefano, che sono anche compagni nella vita, parlano «di un lavoro che è stato un orgoglio per la ditta.
Un grande sforzo di maestranze, perché abbiamo dovuto consegnarlo in pochissimo tempo, circa tre mesi, e di energie. Ma che alla fine ci rende fieri di esserne stati gli artefici. Sia per la specificità della costruzione e delle strutture realizzate, per le rigide normative antincendio, sia per l'importanza sociale che avrà questa opera, considerata anche la pandemia».
La nuova ala ospedaliera di terapia intensiva e malattie infettive dell’Opa (otto posti letto in più) è dotata di tecnologia all’avanguardia, strumentazione di ultima generazione, apparecchiature biomedicali, ventilatori polmonari, letti con cartella clinica digitale. La BaldiPera, sulla base del progetto redatto dall'ufficio tecnico della Fondazione Monasterio, ha demolito una vecchia degenza e riqualificato quello spazio di circa 400 metri quadrati.
L’ingegnere Alessandro Aggio è stato il responsabile della sicurezza antincendio, l’ingegnere Riccardo Nardini è il responsabile dell'ufficio tecnico dell'Ospedale del Cuore. Giovanna Neri ha invece seguito per la BaldiPera Srl tutto il lavoro in loco.
«È stata una sfida - dice Giovanna - accolta con soddisfazione: quando si esce dagli standard costruttivi del residenziale, gli adeguamenti dal punto di vista strutturale e di antincendio sono di un livello superiore. Ad esempio abbiamo tenuto conto non soltanto di eventuali incendi interni, ma anche esterni».
Per aggiudicare i lavori la Fondazione Monasterio ha fatto un appalto pubblico con invito diretto: fra quattro aziende c’era anche quella di Veronica e Stefano, che da circa due anni già collabora con l'ospedale per lavori di manutenzione e messa in sicurezza dei locali, e si è aggiudicata il lavoro.
«La nostra società – spiegano Veronica e Stefano – in genere si occupa sia della progettazione, con il nostro studio tecnico composto da geometri, ingegneri e architetti, e della realizzazione di tutte le opere grazie ad un ventaglio di maestranze interne all’azienda. Oggi contiamo circa quaranta addetti, e nel caso del lavoro all’Opa noi eravamo l’unica ditta in grado di poter gestire un progetto del genere con i nostri addetti e senza fare subappalti. Inoltre noi puntiamo molto sul made in Italy, si per quanto riguarda i prodotti utilizzati che per le maestranze che sono rigorosamente italiane e soprattutto del territorio versiliese». —
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