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Finanza, raffica di controlli per il reddito di cittadinanza

Finanza, raffica di controlli per il reddito di cittadinanza

Il bilancio dell’attività delle Fiamme gialle: in cinque non avevano dichiarato le somme vinte al gioco. Sequestrate quasi 46.000 mascherine non in regola

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viareggio. In occasione del 247° anniversario dell’istituzione della Guardia di finanza, le Fiamme gialle hanno reso noto il bilancio provinciale del 2020.

La lotta agli illeciti nel settore della spesa pubblica ha assunto un ruolo di primo piano nel corso del 2020 e nel primo semestre 2021, pertanto la Guardia di Finanza ha impiegato una rilevante quota delle proprie risorse nelle attività di monitoraggio e controllo del territorio provinciale, volte al contrasto degli indebiti accessi a prestazioni assistenziali. Durante l’ultimo anno il Comando provinciale di Lucca ha eseguito 69 controlli nel settore delle “prestazioni sociali agevolate”, dei quali 33 risultati irregolari, constatando un danno complessivo cagionato allo Stato per oltre 78.600 euro.

Le attività finora eseguite per il reddito di cittadinanza hanno fatto emergere diverse fattispecie: fra queste la più ricorrente, con un totale di cinque violazioni, attiene alla mancata comunicazione di somme derivanti da vincite di gioco. Altra situazione di particolare rilievo ha riguardato un soggetto che ha percepito indebitamente il reddito, per una somma complessiva di circa 14mila euro, dopo aver presentato una dichiarazione sostitutiva non veritiera circa la residenza sul territorio italiano. Sono state scoperte anche le posizioni di due individui che si sono “dimenticati” di comunicare le variazioni patrimoniali, immobiliari e mobiliari, derivanti rispettivamente da un’eredità e da erogazioni dell’Inail come indennità per infortunio sul lavoro. In entrambi i casi, il reddito di cittadinanza percepito è stato pari a quasi 10mila euro. Infine, è emersa la posizione di una donna che ha omesso la comunicazione di inizio attività di un componente del nucleo familiare, percependo indebitamente un beneficio di quasi 6mila euro.La persone sono state denunciate e il beneficio è stato sospeso.

Per quanto riguarda i controlli antievasioni, si è assistito a un ridimensionamento a causa della pandemia. Sono stati comunque conclusi 146 interventi, fra verifiche e controlli fiscali individuando 165.355.218 euro di base imponibile non sottoposta a tassazione e 113.507.556 euro di Iva non versata. Sono state inoltre denunciate 15 persone responsabili di reati fiscali e scoperti dieci. Fra questi un venditore ambulante, i gestori di un albergo e di uno stabilimento balneare, alcuni commercianti (di carburanti, computer, elettrodomestici e rottami metallici), un muratore e una pittrice.

È stata poi individuata un’organizzazione criminale operativa in Italia, la quale è risultata aver radicato solide basi anche in Slovenia, che ha posto in essere una frode carosello a carattere transnazionale attraverso l’emissione di fatture false per circa 500 milioni di euro.

Nell’ultimo anno la Guardia di finanza di Lucca è stata impegnata nella tutela dei diritti di proprietà e dei consumatori. In tale ambito sono stati effettuati 34 interventi e controllate 48 persone, con la contestuale denuncia di 25 persone e il sequestro di 120.900 prodotti illegali, di cui 45.900 mascherine e dispositivi di protezione individuale, oltre a 14mila litri di bevande, per frode in commercio e in materia di contraffazione, made in Italy e sicurezza prodotti.

Anche nel 2020 le Fiamme gialle lucchesi hanno messo in campo misure straordinarie volte al contrasto della diffusione del virus ed alla salvaguardia dell’economia del Paese. Sono stati controllati complessivamente 8.389 soggetti, di cui 67 sanzionati per il mancato rispetto di quanto disposto nei Dpcm e quattro denunciati per falsa dichiarazione. Nell’ambito delle ispezioni sul rispetto delle misure anti-contagio presso le aziende, i controlli ammontano a 7.586 e sono stati sanzionati 17 titolari di attività.

Nel corso delle attività di controllo sulle categorie produttive autorizzate, sotto il coordinamento dalla prefettura, è stata scoperta una società che, indicando quale attività secondaria la fabbricazione di articoli tessili tecnici ed industriali, produceva mascherine facciali non conformi alle disposizioni normative di cui al “Codice del Consumo”, in quanto non veniva riportato sulle confezioni il contenuto minimo delle informazioni relative ai prodotti stessi. Dall’esame di alcuni documenti è emerso che le mascherine erano destinate a farmacie della zona. Nel 2020 e nei primi mesi del 2021 sono stati sottoposti a sequestro un totale di oltre 46mila mascherine e dispositivi di protezione individuale non conformi. —



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