Attenzione
Angeli: il sindaco non deve comandare
massarosa. A Massarosa serve un sindco che governi, e non che comandi. È il duro giudizio di Giuseppe Angeli, ex consigliere Lega poi passato all’opposizione sul caso Coluccini. «Il primo giudizio politico sulla vicenda – dice Angeli – verrà dato inevitabilmente dai partiti politici del centrodestra.La situazione è molto più semplice di quello che può apparire. Delle due l'una: o la storia è quella che racconta l'ex sindaco, cioè che è vittima di un tradimento, di un golpe di palazzo, e allora i partiti del centrodestra non avranno difficolta a far quadrato intorno a lui e a ricandidarlo sindaco. Ma se così non sarà,allora la realtà non è quella che racconta l'ex sindaco. La realtà è infatti ben altra».
La concezione di democrazia e del ruolo del sindaco, continua Angeli, «traspare in maniera molto chiara dalle sue esternazioni subito dopo la sfiducia. “Sono stato eletto con 6.500 voti e mi mandano a casa quattro cittadini”.Non vale nemmeno la pena di soffermarsi su questa affermazione, faccio solo presente le idee molto confuse che si hanno circa l' abc della democrazia rappresentativa. Di più: “Sono stato fatto fuori da chi voleva comandare al posto mio". Ecco,per lui fare il sindaco significa comandare.Qui non sono affatto d'accordo: fare il sindaco significa governare,concetto molto diverso e talvolta opposto al suo. Governare vuol dire ascoltare, interloquire, rapportarsi a 360 gradi: con i cittadini, con i partiti, con i consiglieri comunali, con gli assessori, con i dipendenti, con il mondo della scuola, con l'associazionismo, con gli enti intermedi e superiori. Il contrario di quello che è stato fatto in questi due anni.A questo proposito voglio complimentarmi per l'intervento di Maurizio Marchetti che condivido in toto. Le cose che egli dice in modo molto chiaro, sono le stesse che io ho detto per un anno,totalmente inascoltato». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
