Sicurezza
Un gioiello liberty che ha ospitato anche Bob Dylan e Moravia
Sandro Veronesi ha ambientato qui uno dei suoi romanzi più celebri Ma da troppi anni lo storico hotel è chiuso e perde i pezzi
La scheda
Tra il Principino acquistato da Roberto Brunetti ed Enrico Bogazzi, la piazza Puccini oggetto di una lunga riqualificazione col travertino, la Terrazza della Repubblica per la quale si comincia ad intravedere un futuro diverso, da queste parti l’unico ancora assente è lui, l’Excelsior. Protagonista incolpevole di un declino inaccettabile. Perché questo non è solo un albergo, è simbolo e trave portante di una delle piazze più belle d’Italia. Dove sono custodite le memorie di Giacomo Puccini con la villa dove compose Turandot e le opere che Galileo Chini ha lasciato sulle pareti dell’albergo.
Tanti i nomi passati di qui. All’Excelsior venivano principi e cantanti, politici e imprenditori. Era fin dagli anni Trenta il rivale-gemello del Principe di Piemonte. Ma la sua cupola era unica, paragonabile solo a quella del Negresco di Nizza. Questa era Viareggio fra le due guerre mondiali. Qui hanno dormito Bob Dylan e Alberto Moravia.
Chi entra da Galliano può vedere le foto del film Una vita difficile, capolavoro assoluto di Dino Risi con Alberto Sordi che simboleggia gli italiani codardi, ma pronti al riscatto davanti alla storia. Quelle foto hanno come sfondo l’Excelsior.
Sandro Veronesi, pluripremiato scrittore toscano, all’Excelsior ha ambientato la Forza del passato, romanzo poi vincitore del premio Viareggio. Nell’estate del 2015, quando Paolo Virzì scoprì che l’hotel era sprangato, spostò subito il set notturno del suo film dalle parti del Margherita. Nel frattempo, infatti, era arrivata la fine.
Per decenni l’Excelsior era stato guidato con grande sapienza imprenditoriale da Marisa Scacciati della celebre dinastia di albergatori viareggini. Nel 1989 la vendita dell’immobile alla Misericordia viareggina, che ne deteneva la proprietà assieme all’istituto Poveri Vecchi e al Cottolengo di Pisa.
Nel tempo l’albergo è diventato uno dei simboli della grandeur di Roberto Monciatti, ma era già chiuso quando lo ha comprato un gruppo di imprenditori di Prato e Pistoia. Il loro progetto era quello di rivedere il complesso, realizzando anche degli appartamenti. Cose del genere sono avvenute anche in altre strutture, ma il permesso il Comune di Viareggio non l’ha mai dato.
Nel frattempo l’Excelsior si è deteriorato: all’interno, ovviamente, ma anche all’esterno dove i cornicioni hanno cominciato a far cadere calcinacci sui passanti. La città ha protestato e chiesto interventi: il Comune, in effetti, ha ordinato la messa in sicurezza. Ma si tratta di pannicelli caldi per lenire una ferita che non si è rimarginata per troppo tempo.
Ora per l’Excelsior sta finalmente per iniziare una nuova storia tutta da scrivere. Quali che siano le pagine per arrivare al finale, non potrà esserci che un solo “happy end”: farlo rinascere per il grande hotel che era. —
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