Il Tirreno

Versilia

al via i controlli dell’azienda sanitaria 

Cento dipendenti dell’Asl non ancora vaccinati

Matteo Tuccini

Saranno contattati per capire le motivazioni della scelta: senza spiegazioni convincenti si rischia la sospensione

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Matteo Tuccini

viareggio. Sono un centinaio circa i dipendenti dell’Asl in Versilia che non si sono ancora vaccinati contro il Covid.

È una minoranza esigua, se consideriamo che tra ospedale e servizi sul territorio il personale impiegato nella sanità pubblica versiliese ruota intorno alle 1.900 unità. Eppure è un numero di tutto rispetto. È escluso che si tratti di ritardatari o di persone che non sono riuscite a fare il vaccino: è una scelta consapevole, che fa riflettere. Perché parliamo di persone che in teoria dovrebbero essere in prima fila nelle vaccinazioni. Per una questione di principio – ancora oggi appare difficilmente comprensibile come si possa lavorare in sanità e non vaccinarsi – ma anche per convenienza, visti i rischi che si corrono sulla propria pelle.

La questione è fonte di dibattito ormai da mesi, ma adesso c’è una legge che prescrive la sospensione per il personale sanitario che non si protegge dal Covid. Al momento non risultano provvedimenti disciplinari in Versilia: secondo quanto si è potuto apprendere, per ora ci si è limitati a fare il conto di quanti dipendenti dell’Asl non sono vaccinati. Si tratta, in tutto il territorio della Toscana Nordovest, di 947 persone. Come detto il conto sulla Versilia – per ora una stima – va sul centinaio di lavoratori. Non è stato reso noto quanti siano medici, infermieri, operatori sociosanitari tecnici o impiegati amministrativi. Risulta, però, un caso accertato e confermato di un operatore non sanitario che si è rifiutato di fare il vaccino ed è finito ricoverato, dopo il contagio, proprio al Versilia. Senza conseguenze drammatiche, per fortuna.

La procedura prevista dall’Asl è la seguente. Gli interessati saranno contattati per capire le motivazioni della scelta fatta: è possibile che ci siano casi di dipendenti che hanno preso il Covid e, una volta guariti, stanno aspettando ancora un po’ prima di fare il vaccino, allungando quindi i tempi di una copertura degli anticorpi. Possono esserci motivazioni di salute, perché in alcuni casi specifici, e motivati da parere medico, il vaccino non è consigliato. Tutti gli altri sono oggettivamente scettici, quando non dichiaratamente No Vax. In questi casi si dovrà procedere con la sospensione, come previsto da un decreto del Governo. C’è l’alternativa del ricollocamento, che sembra preferita dai sindacati: ma c’è da capire in quale settore della sanità possa essere ricollocato un lavoratore che, a conti fatti, non garantisce protezione del Covid, né per se stesso né per un’eventuale trasmissione del contagio ad altri.

Per quanto riguarda i medici, le alternative rischiano di essere poche o nulle. È la Federazione degli Ordini dei medici che ha chiarito i termini della questione. «Con nota del 17 giugno – si legge nella lettera inviata agli Ordini provinciali – il ministero ha chiarito la natura della sospensione dall’esercizio professionale dei professionisti che non ottemperino all’obbligo vaccinale e i conseguenti provvedimenti che gli Ordini devono adottare». —

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