Italia
Nessun servizio e pochi treni: «La stazione di Pietrasanta è abbandonata»
Mancano i servizi igienici, non c’è il bar e neanche un punto di informazioni e sale il grido di protesta dei tassisti e dei commercianti del centro storico
Luca Basile
Pietrasanta. Una stazione priva di servizi igienici, di una biglietteria, di un punto di informazioni turistiche. E non da oggi, ma da anni. Una stazione senza un bar e un punto ristoro, con un monitor sul cui display le partenze e gli arrivi dei treni vanno e vengono, come qualche giorno fa causa guasti, con nevrotica alternanza psichedelica.
Benvenuti a Pietrasanta, la Piccola Atene della Versilia: arte, cultura, mangiare d'eccellenza e una stazione fantasma come sgualcito biglietto da visita di una località dove il turismo dovrebbe essere elemento trainante dell'economia locale. Da anni le varie amministrazioni vagheggiano una stazione come crocevia di riferimento della comunità: sede del Comando vigili, recupero delle sale ad uso bar e ristorante, un funzionale punto di informazioni, un sottopasso pedonale con in dote opere d'arte e immagini della Versilia. Chiacchiere.
E se è vero che la proprietà della stazione è delle Ferrovie è altrettanto vero che chi guida la città mai è riuscito a valorizzare con accordi e proposte lungimiranti questo spazio, fatta eccezione per il recupero del parcheggio adiacente e un minimo di segnaletica.
«In questa stazione non c’è’ niente che offra l’idea di un'accoglienza decente: già i servizi igienici inutilizzabili sono un messaggio pessimo e sgradevole: ma si può tollerare una carenza del genere?- si chiedono i tassisti che aggiungono - In certe ore del giorno, in particolare con il caldo, il cattivo odore di bisogni fisiologici espletati nei vari angoli è veramente insopportabile. La buona notizia è che gli ingressi per accedere agli spazi interni della stazione alle 23 vengono chiusi: una soluzione dovuta visto che era diventato un ritrovo di persone in condizioni problematiche e non la sala di attesa di una stazione. Quella meno buona è che il lavoro è in calo: stranieri non se ne vedono e qui siamo in cinque che dobbiamo portare a casa la giornata. Se poi pensiamo che il Frecciarossa ferma a Forte dei Marmi mentre noi abbiamo perso due treni che arrivavano dalle città del nord bene si capisce l'oggettivo peso, in questo contesto, della nostra politica cittadina. E tralasciamo i commenti dei passeggeri quando, una volta scesi dal treno non riescono neppure a recarsi in bagno».
Un commerciante del centro fa sapere: «Il turista chiede cose semplici che altrove riesce a trovare: quando scende dal treno o deve prenderlo: uno sportello di informazioni turistiche, un bar, una biglietteria. In tutti questi anni non siamo stati capaci di ridare dignità alla stazione: siamo a cinquanta metri da piazza Duomo, ma sembra di stare nella stazione di un paese abbandonato. Il resto lo fanno la maleducazione delle persone che lasciano sporco e a le difficoltà dovute all’emergenza sanitaria che hanno imposto la chiusura della sala d'aspetto con la porta blindata da un nastro adesivo».
E i commenti social conseguenti, per un Comune che ama e ostenta come un mantra la politica “like&selfie”, consegnano Pietrasanta, appunto alla voce stazione, spesso alla pubblica gogna, fra ironia invelenita e bocciature. Imbarazzante. —
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