Sicurezza
L’addio a Stefano Pistelli davanti al suo ristorante
Il feretro, prima di raggiungere la chiesa, è stato salutato di fronte a “La Barca” con i palloncini nero-azzurri
VIAREGGIO. Tutto intorno scorre l’estate, all’ora in cui i ristoranti prendono fiato ma già con la testa al servizio della sera. Davanti alla Trattoria del pesce “La Barca”, proprio di fronte agli stabilimenti balneari della Darsena, ecco comparire il feretro con la salma di Stefano Pistelli, morto a soli 52 anni mentre si trovava nel proprio locale, pronto a iniziare il lavoro, come sempre dal 2005 quando il ristorante aveva aperto i battenti sul viale Europa della Darsena viareggina. Così ha voluto la famiglia di Pistelli, stroncato da un infarto che non gli ha lasciato scampo, e così è stato, con il fascio di palloncini nero-azzurri a ricordare la fede calcistica del ristoratore.
«Tutti insieme», è la voce rotta dai singhiozzi della moglie, Serena Maggini, che dà il via al volo dei palloncini, accompagnato dall’applauso più triste che possa esistere di familiari, amici e dipendenti della grande famiglia de “La Barca”.
Sulla fiancata del carro funebre impossibile non notare la corona di fiori firmata “la mamma e le sorelle”, perché all’età in cui Pistelli ha lasciato questa terra si hanno ancora genitori che rimangono a fare i conti con il dolore che non potrà mai essere dimenticato.
Così come quello dei figli per il loro genitore. Rebecca e Martina Pistelli hanno voluto salutare il loro amatissimo padre postando, sulle proprie pagine Facebook, ciascuna una foto che le immortala abbracciate a papà Stefano. E sono tantissimi gli amici che si sono stretti alle due ragazze e alla famiglia tutta, sia di persona che attraverso i social.
La cerimonia funebre si è poi tenuta alle 17 nella chiesa di Santa Rita, all’ex Campo d’Aviazione.
Al momento il ristorante voluto e creato da Pistelli rimane chiuso almeno fino a mercoledì, giornata in cui era prenotata una cena alla quale il ristoratore teneva molto. Nei prossimi giorni la famiglia deciderà il da farsi, per quella che sarebbe dovuta essere la stagione della ripresa, sulla quale molto puntare dopo il lungo periodo di emergenza sanitaria che ha provato seriamente tutte le attività. —
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