Gioco
Maxi pattugliatore per le Fiamme gialle: il “Petrucci” ha lasciato il porto
Costruito nei cantieri “Effebi” di Massa è stato allestito a Viareggio dove il varo è avvenuto nel gennaio scorso
Donatella Francesconi
viareggio. Ha lasciato le acque della Darsena viareggina per affrontare la propria missione nel controllo delle frontiere marittime della Comunità europea, esercitando un ruolo strategico per la sicurezza di tutta l’area del “Mediterraneo allargato”: è il Pattugliatore veloce “P.V.10 Tenente Petrucci”, varato sulla banchina del cantiere “Effebi” il 26 gennaio scorso. Cantiere che si è aggiudicato la gara bandita dalla Guardia di Finanza nell’ambito del progetto cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del Fondo sicurezza interna (Frontex) nel 2019. Salire a bordo, come è stato consentito al Tirreno, smuove un turbinio di emozioni. Impossibile non avere negli occhi le immagini dei barconi della disperazione che attraversano i mare, gli infiniti salvataggi compiuti da tutte le forze militari in campo, ma anche non pensare alle necessità di controllo sugli stessi mari: dalla caccia agli scafisti a quella per contrastare il traffico di stupefacenti.
Lungo 44 metri e largo nove, il pattugliatore ha un dislocamento – a pieno carico – di 201 tonnellate. A bordo porta 22 membri dell’equipaggio, tutti passati per un livello di addestramento «molto alto», come spiega il capitano Antonio De Maria, il quale ricorda come le Fiamme gialle siano dotate della prestigiosa Scuola nautica di Gaeta. E di un Servizio navale che conta cinquemila tra uomini e donne, quotidianamente impegnati per la legalità e la sicurezza. Ventidue militari che rimarranno a bordo per mesi, lontano dalle loro famiglie, lavorando quasi sempre di notte e quasi sempre lontano dalle coste. A bordo di quello che diventa il mezzo più efficiente che il sistema Frontex possa garantire in mare.
Ventidue persone su una imbarcazione che necessariamente diventa casa: «Questa imbarcazione, che rappresenta una evoluzione dei navigli del Corpo, è una piccola comunità viaggiante. Dove ciascuno ha il proprio posto definito, anche a tavola», racconta De Maria. E a bordo del pattugliatore ci sono perfino lavatrici e potenti celle frigorifere che assicurano di avere a bordo tutto il necessario per restare a lungo per mare.
In sala macchina fanno bella mostra di sé i quattro motori “Mtu” da 2.600 Hp ciascuno e quattro idrogetti “Marine Jet Power”: un insieme che consente al pattugliatore di raggiungere la velocità massima di 45 nodi. A velocità economica – così viene spiegato durante la visita a bordo – l’imbarcazione ha
A poppa l’occhio cade subito sull’importante gommone: sei metri e dieci di lunghezza, una motorizzazione da 175 cavalli che consente di raggiungere i 40 nodi di velocità, il battello può ospitare a bordo i cinque membri dell’equipaggio, ciascuno con la propria specializzazione, addetti al controllo sulle unità navali. La posizione consente al gommone, tramite lo scivolo poppiero, di intervenire in tempi rapidissimi, abbandonando la tradizionale messa in mare mediante gru. Uno strumento fondamentale, dato il ruolo che la normativa italiana assegna alla Guardia di finanza, che in mare può gestire anche le altre forze di polizia eventualmente presenti su una operazione.
Il pattugliatore Effebi consente all’equipaggio di disporre delle più moderne tecnologie radar e di comunicazione, offrendo anche la possibilità di far decollare e atterrare un drone. Non mancano le armi, in quella che è una dotazione semi-militare. E lascia a bocca aperta la sala comandi del “Petrucci”, da dove l’occhio del personale ha una visibilità del mare intorno superiore ai 225 gradi.
A bordo dell’imbarcazione, possono salire fino a 150 persone durante le eventuali operazioni di soccorso. Pronto a questo tipo di intervento, il “Petrucci” è organizzato con docce e servizi igienici separati da quelli a disposizione dell’equipaggio.
Operativo dal 24 maggio scorso, il “Petrucci” riceverà la bandiera di guerra in una apposita cerimonia. E quando solcherà i mari per i quali è predisposto porterà nel mondo un po’ di Viareggio. Forte del rapporto stretto tra il personale del cantiere Effebi, guidato da Katia Balducci che ne è amministratore, e quello della Guardia di Finanza, nel corso dei due anni che sono stati necessari a costruire l’imbarcazione, nell’area produttiva di Massa Avenza. —
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