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il lutto 

La Darsena piange Del Freo, sportivo e portavoce dei cittadini

Roy Lepore
La Darsena piange Del Freo, sportivo e portavoce dei cittadini

È morto per un malore a 88 anni. Sua la lunga battaglia per realizzare l’Asse a sud dello stadio

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viareggio. Raffaele Del Freo, l’anima della Darsena, avrebbe compiuto 88 anni il 5 agosto prossimo. Ma ieri mattina è morto all'ospedale Versilia, dove era stato accompagnato dalla figlia Laura, per una visita di controllo. Ha accusato un malore che non gli ha lasciato scampo.

«Monostante lo sforzo di alcuni medici presenti nel bar, visto che si è sentito male proprio lì davanti – dice la figlia Laura – e di altri sanitari accorsi con i macchinari necessari, il suo cuore che aveva già qualche problemino, ha cessato di battere. Pur con tutti i suoi acciacchi, mio padre guidava sempre l'auto e stavo già informandomi per verificare se ci fosse stata la possibilità per il rinnovo della patente. Non si dava per vinto. Non mi sarei certo aspettata però un epilogo come questo, perchè eravamo partiti da casa senza che ci fosse il presagio che potesse accadere una cosa di questa gravità».

Raffaele Del Freo era una persona notissima in città. La sua professione si è sviluppata all’interno dell’Intendenza di Finanza, ma era anche uno sportivo a tutto tondo.

Da giovane aveva iniziato a tirare i primi calci al pallone in pineta, per poi vestire la maglia del Viareggio per cinque campionati, vincendone uno, nella seconda metà degli anni Cinquanta: era un ottimo difensore.

Dal campo agli spalti, poi. Perché Del Freo era un tifoso sfegatato della squadra bianconera e per suo volere nella bara la figlia metterà proprio un gagliardetto del Viareggio.

Sempre legato allo sport è un altro ruolo che ha ricoperto per diversi anni: la carica di presidente dell'Unione Nazionale Veterani Sportivi, che ogni anno a fine stagione, organizzava una cena evento all'hotel "Bella Riviera" o al ristorante "Da Giorgio" per premiare un personaggio sportivo e una giovane promessa dello sport viareggino.

Del Freo ha ricevuto anche il Premio Sport nel 2008 come sportivo dell'anno, giocatore leale e corretto e per il suo attaccamento alla maglia bianconera. È stato fra l'altro nella commissione per scegliere a chi assegnava il "Premio Sport" che organizzava il Comune di Viareggio.

Ma Del Freo era conosciutissimo anche per un altro aspetto, che con lo sport non c’entra. Abitando in via Virgilio in Darsena di fronte all'Istituto Marconi, è stato infatti da sempre il leader e il portavoce del comitato che spingeva per la realizzazione dell'Asse di penetrazione, in particolare con il progetto che prevede il passaggio a sud dello stadio dei Pini.

Diversi sono stati i suoi interventi, che abbiamo ospitato anche sul nostro giornale. Raccolse assieme ai residenti circa 500 firme portate in Comune. Ha sempre sostenuto che per alleggerire il traffico in Darsena, questa sarebbe stata l'unica soluzione fattibile senza abbattere edifici, perché affermava che con la realizzazione di una rotatoria all'interno dell’ex Fervet in prosecuzione in via Indipendenza si sarebbe potuto ovviare a tutte le polemiche che hanno alimentato la discussione fino ad oggi.

L’ultima volta che si è espresso su questo tema è stato lo scorso 11 marzo, dopo il cosiddetto “martedì nero” della Darsena, quando i lavori in via Coppino resero un inferno la vita di residenti, lavoratori e passanti.

«Morirò prima di veder realizzato l’Asse di penetrazione», era un suo modo di dire, amaro e ironico al tempo stesso. Purtroppo è andata proprio come Raffaele aveva previsto.

La salma di Raffaele si trova ora presso l’obitoria del Versilia, da dove domani alle 11 partirà per la cremazione a Livorno. Come spiega la figlia Laura, lo stesso venne fatto quando, a marzo 2019, era morta sua moglie Elsa. Nel dicembre di quell’anno, poi, se n’era andato a soli 56 anni il figlio Giuseppe. —

Roy Lepore

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