Sicurezza
Il sindaco: «Ricordiamo perché non accada mai più»
Cerimonia in Garfagnana nel paese dove morì Isola Frati In quei giorni drammatici perse la vita anche il geologo della Regione Marco Fornaciari
Tanta commozione ieri a Fornovolasco durante la cerimonia di commemorazione per i 25 anni dall’alluvione. Era il 19 giugno del 1996 quando cadde un livello record di pioggia che, unita al fango, devastò il paese con la distruzione di case e ponti. Tante le autorità presenti, assieme ai sindaci della Valle, che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza alla popolazione che fu colpita da una tragedia che fece una vittima tra gli abitanti, la signora Isolina Frati. A perdere la vita in quei giorni drammatici fu anche il geologo Marco Fornaciari, inviato dalla Regione sul luogo del disastro, che cadde in un dirupo.
«Ogni volta che ricorre l’anniversario dell’alluvione – ha affermato durante la cerimonia il sindaco Michele Giannini – è sempre un’emozione per me. Un ringraziamento di cuore va a tutti coloro che all’epoca sono intervenuti e anche a quelli che nei giorni successivi hanno portato il loro contributo e aiuto. Questa è una ferita aperta per la frazione di Fornovolasco che io sento in prima persona perché vengo proprio da qui. Voglio esprimere la mia gratitudine a tutti coloro che si sono occupati della ricostruzione. Oggi, dopo tanti anni, possiamo dire con certezza che le opere che sono state realizzate contro il rischio idraulico funzionano. Recentemente ci sono stati eventi alluvionali, penso al 2006, al 2008 e anche più di recente, che però non hanno avuto le conseguenze che ci furono 25 anni fa grazie proprio a tutti i lavori che sono stati fatti dopo quel tragico evento. Sono felice di poter dire che i soldi dei cittadini che sono stati spesi qui, sono stati ben spesi».
«È sempre vivo in noi il ricordo di Isola Frati, Isolina, e di Marco Fornaciari, il geologo inviato dalla Regione che purtroppo trovò la morte cadendo in un dirupo – ha proseguito il sindaco – Lo porteremo sempre nei nostri cuori, tanto che nel decennale dell’alluvione abbiamo voluto intitolargli la piazza perché chi muore per gli altri non muore mai. Il loro ricordo è ben presente nella nostra memoria e a loro diremo per sempre grazie, anche coloro che non li hanno conosciuti saranno per sempre grati. Ogni volta che ricorre un anniversario, e io ho partecipato al decimo, al ventesimo e adesso al venticinquesimo, è per me sempre un momento di forte emozione e le parole giuste non è mai facile trovarle di fronte al ricordo di eventi che hanno causato la perdita di vite umane. Nel concludere, ma non per ultimo, vorrei ringraziare Tommaso Teora che ha realizzato un libro fotografico dedicato all’alluvione dal titolo “25 anni fa. Alluvione Versilia e Garfagnana. 19 giugno 1996” edito da Tralerighelibri. Una pubblicazione molto importante soprattutto per le future generazioni. E una generazione nuova che non ha vissuto quel periodo oggi, dopo 25 anni, c’è. Quelle foto ci ricordano cosa è stato e non vogliamo una cosa del genere avvenga mai più». –
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