Il dolore
Veneziano: mi piace l’arte che divide
Protagonista con “The Blu Banana”, ecco la sua visione «Provocazione? No, ma non si deve lasciare indifferenti»
Luca Basile
pietrasanta. «Pietrasanta rende solidi i sogni degli artisti». Mentre Giuseppe Veneziano omaggia la maestria artigiana della Piccola Atene, la grande banana blu, simbolo della mostra che verrà inaugurata oggi – alle 18,30 – nel centro storico, fa il suo ingresso in piazza Duomo. Ingresso, quello della tarda mattinata di ieri, ad onor del vero non proprio trionfale perché qualche istante prima, durante il trasporto dell’opera, gli otto metri della scultura erano infatti andati a sbattere contro un cavo. Risultato: banana sbucciata, imprecazioni varie, sguardi perplessi, ma tutto risolvibile e aggiustabile nel breve volgere di poche ore.
«In questa città persiste un’eccellenza generazionale incredibile. Ho volutamente deciso di collaborare – spiega Veneziano – con le realtà locali, utilizzando marmo, bronzo e resina. Questa mostra ha richiesto un anno di lavoro di preparazione e quattro mesi intorno alle opere: ma ne è valsa la pena». Promossa dalla Futura Art Gallery, a cura di Andrea B. Del Guercio, “The Blu Banana” è stata infatti appositamente concepita per gli spazi di piazza Duomo e piazza Carducci e del pontile di Tonfano: in proposta dodici opere monumentali realizzate in collaborazione, fra gli altri, con la Fonderia Versiliese dei fratelli Lucarini, artigiani come Maggi, Mutti e Pardini, la Robot City di Carrara. In piazza Duomo, oltre alla banana gigante, ci saranno Dante Alighieri intento a scrivere la sua Divina Commedia su un portatile Macbook, Dolce e Gabbana che evocano l’altra celebre coppia artistica italo-inglese Gilbert & George, Charlie Chaplin con Venere, Biancaneve Assassina, il David di Michelangelo, Spider Man con suo figlio e sul sagrato del Sant’Agostino Papa Francesco in skateboard. Insomma una mostra che già fa discutere. E che dividerà. «La mia arte come provocazione? È una sintesi che non mi piace. La questione è più complessa. Al sottoscritto – continua Veneziano – non piace l’arte che lascia indifferente, privilegio quelle opere che risultano divisive, che suscitano emozioni. Con i dipinti e con le sculture racconto, su base ovviamente soggettiva, le verità del nostro tempo: parlo di sociale, di religione, di politica, E se faccio discutere, bene. L’arte deve dare forma ai sentimenti».
Un pittore prestato alla scultura, Veneziano, che con la grande banana blu simboleggia la dorsale produttiva europea e che vede la mostra in terra di Pietrasanta come un messaggio di rinascita, da qui i riferimenti a simboli del Rinascimento come il David, il tributo a Michelangelo. E in quello che faccio non voglio essere originale, ma autentico». Si snoda invece negli spazi del Complesso di Sant’Agostino a Pietrasanta il nuovo appuntamento del progetto “Italian Newbrow”, sviluppato da Ivan Quaroni e Valerio Dehò con inaugurazione in agenda domani nella Chiesa, nella Sala dei Putti e nella Sala Capitolo dove sono esposti oltre sessanta lavori – opere su tela, carta e tavola e videoinstallazioni – numerosi dei quali inediti, degli artisti Silvia Argiolas, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Fulvia Mendini, Laurina Paperina, Giuliano Sale e dello stesso Veneziano. —
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