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Da Viareggio all’India la lotta al Covid vola sulle ali della solidarietà

Gabriele Buffoni
Da Viareggio all’India la lotta al Covid vola sulle ali della solidarietà

La Caritas Don Bosco donerà 500 euro alla diocesi di Bangalore per l’acquisto di beni di prima necessità colpite dalla pandemia

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viareggio. Anche un piccolo gesto, per chi vive in situazioni di estrema povertà e difficoltà, può fare la differenza. Basta poco, a volte: soltanto la buona volontà di mettere al primo posto i meno fortunati, anche se distanti migliaia di chilometri. Un gesto che ha deciso di compiere la Caritas Don Bosco di Viareggio donando circa 500 euro alla diocesi di Bangalore, in India, per l’acquisto di beni di prima necessità (dal cibo alle bombole di ossigeno) per la popolazione di una delle zone più colpite dal Covid-19.

«Mentre noi stiamo procedendo spediti con la campagna vaccinale, in India in questo momento stanno ancora vivendo la fase acuta del virus – spiega Carlo Ambrosini, responsabile dell’associazione viareggina – una situazione che ha aggravato ancora di più le condizioni della parte più povera della popolazione». L’idea di compiere questa donazione però parte da lontano. «Ogni anno coinvolgiamo i ragazzi che con la nostra associazione svolgono un periodo di alternanza scuola-lavoro in progetti solidali – racconta Ambrosini – si tratta di circa trenta tra ragazzi e ragazze del liceo classico e linguistico Carducci e del liceo scientifico Barsanti e Matteucci che solitamente impieghiamo in vari servizi come, ad esempio, la distribuzione di cibo o di abiti per le persone meno abbienti. Quest’anno però, a causa della pandemia, ci siamo messi a disposizione per un altro progetto: insieme alla Croce Rossa abbiamo stretto infatti un accordo con l’azienda partecipata ICare e le farmacie di Viareggio che negli ultimi mesi hanno potuto iniziare a fare i tamponi. Mentre la Croce Rossa forniva il personale per l’assistenza alle procedure sanitarie, i nostri ragazzi – spiega il responsabile – si sono occupati della parte amministrativa e burocratica». Un servizio che la Caritas ha portato avanti da aprile fino ad oggi e per il quale l’azienda partecipata viareggina ha riconosciuto un contributo di poco più di 500 euro.

«È l’utile generato da un circuito virtuoso di servizi che tutti insieme siamo riusciti a creare in quest’emergenza – spiega Ambrosini – ma nonostante questo, abbiamo subito pensato di reinvestire questi soldi in qualcosa di altrettanto importante a livello sociale».

È a questo punto che nasce l’idea di devolvere interamente il contributo alla diocesi di Bangalore. «Abbiamo sentito parlare della situazione che stanno vivendo in quell’area dell’India dall’arcivescovo Peter Machado – racconta Ambrosini – siamo riusciti a metterci in contatto attraverso il “Movimento dei Focolari” (movimento di rinnovamento spirituale e sociale che opera in campo internazionale, ndr) e attraverso Skype l’arcivescovo e gli altri volontari ci hanno spiegato quali fossero le loro necessità. La situazione che stanno vivendo è molto dura e ci ha colpito, tanto che i ragazzi non hanno avuto dubbi: quando abbiamo proposto loro di devolvere il contributo che ci sarebbe arrivato in beneficienza per aiutare questa comunità in India, si sono subito mostrati favorevoli». Ieri sera si è compiuto l’atto simbolico che ha visto il passaggio da “I Care” alla Caritas che, a breve, eseguirà il nuovo bonifico.

«Non è un contributo enorme e lo sappiamo – ammette Ambrosini – ma anche i piccoli gesti possono aiutare visto che, dal cibo ai farmaci, hanno davvero necessità di ogni genere». —

Gabriele Buffoni

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