Il Tirreno

Versilia

in tribunale 

Condannato a 5 anni l’uomo che ha venduto la droga ai Ventrella

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lido di camaiore. Quello che aveva messo in piedi era un vero e proprio spaccio professionale di stupefacenti. Per questo in tribunale di Lucca Paolo Lorenzini è stato condannato con rito abbreviato a cinque anni di reclusione per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Un nome conosciuto alle forze dell’ordine per altri reati specifici e soprattutto per essere finito sotto inchiesta ancora più grave con l’accusa di avere venduto la droga a Gerardo Ventrella e a suo figlio Samuele morto per overdose. Ma la condanna non riguarda questo specifico episodio. Lorenzini, 56 anni, finì nei guai a conclusione di una complessa attività investigativa condotta dai carabinieri della stazione di Lido di Camaiore, guidati dal luogotenente Romolo Castellano e coordinati dal pubblico ministero titolare dell’indagine, dottor Antonio Mariotti e cominciata dopo la morte di Ventrella.

L’attività investigativa aveva ricostruito la fiorente attività di spaccio gestita dal Lorenzini tra gennaio e agosto 2020: l’uomo aveva messo su una rete di spaccio che arrivava a smerciare circa 200 dosi di cocaina a circa una quindicina di acquirenti residenti nei territori di Viareggio e Camaiore. Attività continuata anche dopo la morte di Ventrella. Inizialmente c’era un unico procedimento che poi è stato diviso anche se a breve sarà definito. In questo secondo procedimento Lorenzini è accusato di avere causato la morte di Ventrella come conseguenza di altro delitto.

Secondo l’accusa, infatti, tra gli acquirenti di Lorenzini c’erano anche Gerardo Ventrella e il figlio. Samuele aveva 25 anni. Era arrivato a Lido di Camaiore dalla provincia torinese, casa sua e dove tutt’ora vive la sua famiglia, per passare un fine settimana col padre. Che conviveva con una compagna proprio a Lido. Era la notte di sabato 1° agosto dell’anno scorso: dopo aver assunto la droga assieme al padre, secondo la ricostruzione degli inquirenti, Samuele ha avuto un malore per strada a Lido. Per lui non c’è stato nulla da fare. Il padre Gerardo, oggi 55enne, si è sentì male a sua volta, finì per giorni in fin di vita ma alla fine è riuscito a sopravvivere. Dopo essere uscito dal coma, aveva raccontato cosa era successo ai carabinieri che stavano indagando sulla tragedia, poi è tornato in Piemonte. –

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