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Versilia

il caso 

Bimba diabetica ha un malore ma viene cacciata da un bagnino

Luca Basile
Bimba diabetica ha un malore ma viene cacciata da un bagnino

«Rimproverata per essersi seduta su una sdraio» Ma lo stabilimento smentisce: «Non ha mai chiesto aiuto»

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Luca Basile

Forte dei marmi. Elena è felice: la scuola è finita, è sulla spiaggia che passeggia con due amiche e ha un’estate davanti da vivere. Elena (nome di fantasia) ha 13 anni, e convive con un problema di salute importante: il diabete. Così quando sente le forze venire meno capisce subito che deve appoggiarsi da qualche parte: si siede su una sdraio dello stabilimento balneare sotto lo sguardo preoccupato delle amiche. Quello non è il suo bagno, si trova lì per caso e c’è un bagnino che la invita ad alzarsi. Che è poi quello che fa Elena: si siede sulla sabbia e prende una dose di glucosio che porta sempre con sé. Ed è qui che le versioni sull’episodio, spiacevole e sconcertante, divergono.

«A Elena è stato negato l’aiuto richiesto da parte del bagnino che l’ha invitata a recarsi allo stabilimento vicino», dice la mamma della bambina. «Nessuno ha chiesto aiuto al nostro bagnino, figuriamoci se non diamo soccorso a qualcuno che ne ha bisogno», replica la responsabile dello stabilimento messo sotto accusa.

«Quando Elena, accompagnata da un’amica, ha fatto per recarsi verso il bar dello stabilimento per prendere altro, per bere un bicchiere d’acqua, il bagnino le ha fermate dicendo loro che in quella struttura non c’è un bar. L’amica di mia figlia gli ha allora fatto presente che Elena non stava bene, ma questa persona, di tutta risposta, le ha invitate ad andare altrove, al bagno vicino. Che è poi quello che hanno fatto – racconta la mamma – ed è qui che hanno dato a mia figlia un bicchiere d’acqua poi ha preso un pacchetto di patatine, dato che soffre anche di un’altra patologia e necessita di particolari alimenti quando è in crisi. Una volta a casa mi ha raccontato l’episodio, sono rimasta senza parole, non ci volevo credere: come si fa a negare una richiesta di aiuto? Quello che ha rischiato mia figlia neppure lo voglio immaginare: valuteremo, con calma. ogni azione a sua e nostra tutela. E lo faccio anche alla luce della telefonata che ho avuto con la referente dello stabilimento balneare in questione che ha negato l’episodio, che non si è scusata per quanto accaduto e mi ha trattato con fare arrogante. Ringrazioinvece l’altra concessionaria che ha assistito Elena. Il presidente di categoria, invece, si è scusato con me per l’accaduto. E comunque, e questo è ciò che conta, Elena sta bene».

Ricostruzione dell’episodio differente secondo il racconto della referente dello stabilimento: «La bambina e la sua amica non hanno mai chiesto aiuto al nostro bagnino e mai hanno detto che qualcuno stava male: ogni anno prestiamo soccorso a tante persone, in mare e non solo e negheremmo aiuto a una ragazzina? Il nostro bagnino è una persona seria e altamente professionale e si è limitato a dire alle bambine che lo stabilimento non aveva un bar e di recarsi a quello vicino per comprare qualcosa. Alla mamma della bambina ho provato a spiegare come erano andate le cose, ma non ha voluto sentire ragioni. Questa storia mi lascia, sinceramente, tanti dubbi».

Lapidario Martino Barberi, presidente dell’associazione balneari: «Credo che alla base di tutto ci sia un equivoco e non la volontà di non prestare soccorso. Non ero presente e l’episodio, così come raccontato dalla mamma, resta; quindi, a nome degli associati, mi sono scusato con il genitore. L’importante è che la bambina stia bene». —

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